Pussy Riot: Il primo ministro russo contro Putin

ULTIMO AGGIORNAMENTO 19:56

Contro il presidente russo Vladimir Putin e la decisione di trattenere in carcere le componenti del gruppo punk femminista Pussy Riot si schiera anche il primo ministro russo Dmitry Medvedev “Se fossi un giudice io non le metterei in prigione. Semplicemente, non ritengo giusto che debbano scontare pene detentive. Sono già rimaste in cella abbastanza a lungo”, rimettendosi alla decisione di tribunali e avvocati.

Pussy Riot sono trattenute in carcere dal 17 agosto scorsoaccusate di teppismo motivato da odio religioso, dopo una ‘messa-concerto’ di protesta tenuta nella cattedrale di Mosca. Due delle componenti hanno visto confermarsi la condanna a due anni di reclusione anche in secondo grado mentre una terza ha ottenuto gli arresti domiciliari.

Vladimir Putin appare comunque convinto della decisione presa e continua a scagliarsi contro le ragazze: “Se restavano a casa a fare i mestieri o se andavano in ufficio a lavorare non sarebbero state coinvolte. Ma se viene violata la legge, allora bisogna reagire”, ha detto. Poi, proseguendo, ha paragonato l’esibizione delle Pussy Riot all’autore del film anti-islamico: “L’autore del film anti-islamico è in prigione negli Usa, mi par di capire. Va bene, ufficialmente lo è per ragioni diverse, ma non ne parla nessuno. E invece tutti parlano di queste ragazze che hanno offeso i sentimenti religiosi della gente. Bisognerebbe invece avere il coraggio di adottare lo stesso approccio”.

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