Gerusalemme: Santo Sepolcro minaccia chiusura per morosità

La chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme rischia di chiudere per morosità. Sembrerebbe infatti che il luogo sacro della cristianità per eccellenza non paghi le bollette della luce da ben 15 anni, accumulando un debito di oltre 2,1 milioni di dollari (9 milioni di shegel israeliane). Così l’azienda fornitrice di acqua ed energia elettrica della capitale israeliana ha deciso di bloccare i conti bancari dei religiosi che hanno in cura il Santo Sepolcro.

 La notizia ha scatenato l’ira dei custodi della chiesa, del Patriarcato della chiesa greco-ortodossa, del Patriarcato armeno e dei custodi francescani della chiesa di Roma. Gli ordini religiosi rispondono all’accusa affermando che ci sarebbe un accordo per l’esenzione della struttura dal pagamento delle bollette della luce e dell’acqua.

Ora Il Patriarca ortodosso Teofilo III ha minacciato di chiudere al pubblico la struttura, fatto che danneggerebbe duramente il turismo a Gerusalemme. Ogni giorno, infatti, il Santo Sepolcro è visitato da migliaia di fedeli e curiosi che arrivano da tutto il mondo per poter vedere il luogo di sepoltura di Gesù Cristo. L’attività è ora paralizzata a causa del blocco dei conti bancari dove confluiscono le enormi somme di denaro versate dai pellegrini. In attesa di un accordo, certamente il Santo Sepolcro sarà costretto in futuro a pagare le sue bollette.