La proposta di Giannino: Il lavoratore giovane? Deve guadagnare di meno

Provarci per evitare che gli italiani cedano alla rassegnazione: è quanto ha ribadito ieri l’economista Osca Giannino in un’intervista concessa a Businesspeople in cui ha rimarcato l’intenzione di portare avanti l’esperienza politica della neonata “Fermare il declino”“Ci sono 18 milioni di italiani che non sanno ancora per chi votare – ha spiegato il giornalista – Questo è il momento di metterci la faccia”. E di avanzare una ricetta alternativa, orientata a modificare strutturalmente il mondo del lavoro (e non solo) e a rivendicare la propria autonomia rispetto ai partiti.

Tre cose da fare – “Il vero problema in Italia è che negli ultimi 20 anni abbiamo avuto due grandi crisi: il crollo dell’efficienza economica e dell’etica nei partiti, e la fine di una stagione politica durata 18 anni che si è chiusa con l’evidenza di un sistema ladronesco”. E’ questa la premessa da cui è partito ieri Oscar Giannino in una lunga intervista concessa a BusinesspeopleNoi pensiamo sia arrivato il momento di proporre una modalità d’azione per fare insieme tre cose – ha spiegato l’economista – prendere atto della giusta diffidenza che all’estero hanno verso di noi per far scendere il debito pubblico, raddrizzare il declino della crescita potenziale e dare allo stesso tempo una risposta concreta ai milioni di italiani che sono fuori dall’economia produttiva”.

Meno soldi ai giovani – Un disegno ambizioso, che il giornalista spera di realizzare attraverso la piattaforma programmatica di “Fermare il declino”. In che modo? Incoraggiando misure destinate a far infuriare i sindacati: “Io penso a una modifica strutturale del contributo complessivo che ciascun lavoratore è chiamato a dare nel corso della sua vita – ha spiegato Giannino – Non standard per età, ma molto basso all’inizio della carriera e via via in crescita durante il percorso lavorativo. In Italia non riusciamo a entrare nell’ordine di idee che chi è più giovane costa meno e quindi prende anche meno ha proseguito l’economista – Da noi non avviene perché siamo vincolati dal contratto nazionale e dall’idea che i lavoratori sono tutti uguali”. 

Liberi dai partiti – Non solo: “Il debito pubblico si può abbattere al 90% in termini sufficientemente rapidi attribuendo la gestione del processo a un player del mercato – ha affermato l’animatore di “Fermare il declino” – Ma l’operazione deve apparire irreversibile, altrimenti non ci crede più nessuno. Smobilizzeremo gli immobili pubblici non vincolati, con un’operazione seria sulle migliaia di controllate locali. Non si tratta di dare via le ‘perle ‘ dello Stato perché sono edifici in perdita che hanno un rendimento negativo”. Quanto alla possibilità di stringere accordi “convenienti” in un’ottica elettorale: “Non cercheremo né rapporti né collegamenti con i vecchi partiti – ha assicurato Oscar Giannino – L’unica cosa interessante uscita dai vecchi partiti è Renzi, di cui apprezzo l’energia e il coraggio. Quella  è la sola autogerminazione che c’è stata, ma qual è il suo programma economico?”.