Tagli alle province: La guerra dei campanilismi

Sui tagli alle province e relativi accorpamenti è il caos, o meglio è guerra tra campanilismi e vecchie rivalità. Come si aggiudicheranno allora le città il premio ambito di capoluogo di provincia? Il decreto legge non parla molto chiaro e realizzato che il taglio sarà effettivo a breve la lotta è reale. Si legge: “diviene capoluogo di Provincia il comune, tra quelli già capoluogo, avente maggior popolazione residente”, quindi la città più grande e non la provincia più grande ma “salvo il caso di diverso accordo, anche a maggioranza, tra i medesimi comuni”, frase che può voler dire tutto e il suo contrario.

La regola di base sembra semplice ma assolutamente non efficace: se la guerra è tra due città basta che una rifuiti la richiesta dell’altra a lasciare la situazione irrisolta, vedi il caso di Matera e la proposta rifiutata da Potenza; quando puoi a doversi unire sono in tre allora le rivalità, gli accordi segreti, le simpatie giocano ruolo di forza, basta che in due si coalizzino per sbaragliare la terza città che perderebbe il capoluogo anche se più grande. Ma non c’è mai fine al peggio: in Toscana quattro territori dovranno formarne uno solo, cinque se si pensa al binomio Massa-Carrara. Che ne sarà di quest’unica Provincia Livorno-Pisa-Lucca-Massa Carrara? E delle storiche rivalità? Intanto anche il sindaco di Prato Cenni ha protestato contro l’assorbimento della sua città nell’area metropolitana di Firenze, protestando nel wc del Comune pratese.