Basta(!) boiate informative: Di Pietro smentisce la morte dell’Idv

E’ rimbalzata per tutto il giorno l’ipotesi di un Idv morto, abbandonato da un Antonio Di Pietro a dir poco furioso, sotto il fuoco incrociato delle (smentite) 56 case di Report e la (non?) alleanza con gli attivisti a Cinque Stelle. L’ex magistrato oggi si è sfogato sul suo blog, dal quale ha lanciato (ulteriori) strali contro una parte dell’informazione che a suo dire perpetrerebbe un “omicidio politico”, il suo. “Addirittura – spiega – addirittura avrei già pronto il simbolo di colore viola che racchiude semplicemente la parola “Basta”. Simbolo e nome sarebbero quelli di un nuovo partito, di cui lui però dice di non sapere nulla.

Viola di rabbia. Come il colore del presunto simbolo del presunto nuovo partito, Di Pietro si sente così, a causa delle “continue falsità e calunnie che mi vengono riversate addosso”. L’uomo simbolo di Mani Pulite negli ultimi giorni aveva scirtto  anche a Maurizio Crozza, uomo copertina di Ballarò e comico straordinario. Andrebbe  forse preso per quello che è, appunto un comico, necessariamente irriverente verso gli esponenti politici che volenti o nolenti rappresentano il potere, ma a Di Pietro, notoriamente vulcanico, non è andato giù uno dei suoi monologhi, in cui Crozza ha ripreso ironicamente il servizio realizzato e trasmesso dal programma d’inchiesta condotto da Milena Gabanelli.

Basta! o no? Tonino vuole fermare i “calunniatori”, anche minacciando querele, ma resta comunque un mistero come sia venuta a galla la notizia del nuovo movimento “Basta!”, che secondo Di Pietro invece non esiste. “Boiate informative” ha tuonato ancora l’ex magistrato sull’argomento, il quale nemmeno 48 ore fa, rispondendo a Grillo (che lo vorrebbe al Quirinale come erede di Napolitano), confermava la sua volontà di rimanere leader dell’Italia dei Valori (oltre che la permanenza in vita del partito), contrattaccando e avvertendo  “tutti quelli che nell’IdV, fino ad oggi, ne hanno approfittato e speravano di poterne approfittare ancora per riciclarsi”, di essere “effettivamente arrivati al capolinea all’interno del partito”.