Sicilia, Fava contro Crocetta: Più miserabile degli assassini di mio padre

“Io sono un Giuseppe Fava rimasto ancora vivo“: è questa la dichiarazione – consegnata da Rosario Crocetta ai giornalisti – che ha fatto infuriare Claudio Fava, figlio del giornalista catanese ucciso dalla mafia nel 1984. Intervistato da Livesicilia, l’esponente di Sel ha sferzato un attacco durissimo al neo governatore siciliano, definendolo “più miserabile” degli assassini di suo padre. Dal canto suo, Crocetta si prepara all’insediamento a Palazzo dei Normanni (previsto per mercoledì) annunciando il coinvolgimento di personalità eccellenti nella sua Giunta.

Un presidente pirotecnico – Rosario Crocetta stiamo imparando a conoscerlo. Il neo presidente della Sicilia – per nulla avvezzo al low profile – sembra avere una naturale predisposizione alle battute ad effetto e non disdegna muscolari confronti dialettici con i suoi interlocutori (giovedì scorso è stato protagonista di un battibecco memorabile con Daniela Santanchè a Servizio Pubblico). Indicato come simbolo della lotta alla mafia, l’ex sindaco di Gela ha (ben)pensato di rinforzare il concetto con un audace parallelismo tra sé  e il giornalista Giuseppe Fava, rimasto vittima di un agguato mafioso il 5 gennaio del 1984. “Io sono un Giuseppe Fava rimasto ancora vivo“, ha dichiarato il neo governatore siciliano, suscitando la stizzita reazione del figlio del giornalista, Claudio Fava.

Fava furioso – “Considero Crocetta per queste parole, per averle ripetute non ancora sazio della sua vittoria, più miserabile di quelli che hanno ammazzato mio padre – ha commentato l’ex europarlamentare di Sel – Crocetta ha vinto le elezioni, ma questo non lo autorizza all’oltraggio. Che qualcuno dei suoi amici glielo spieghi”. E ancora: “Esiste un limite alla volgarità e Crocetta l’ha superato – ha rincarato Claudio Fava – Glielo sento proclamare da settimane: mettere sulle proprie spalle, come un trofeo, la morte di un uomo ammazzato, e peggio, farlo solo per una polemica con il figlio – ha concluso l’esponente di Sel – è un modo per ammazzarlo di nuovo“.

Fuochi d’artificio in Regione – Parole durissime, alle quali Crocetta non ha ancora replicato. Il neo presidente della Regione Sicilia si trova a Lampedusa per un week end di relax e lavoro, in attesa dell’insediamento ufficiale a Palazzo dei Normanni di mercoledì prossimo. Prima di salire sull’aereo ai giornalisti ha detto: “Farò una Giunta pirotecnica, non lottizzata dai partiti. Non state ad ascoltare i nomi che circolano nei partiti, io vi sorprenderò con un esecutivo di altissimo profilo e mercoledì annuncerò tagli alla spesa clamorosi, a partire dalla chiusura di diverse aziende partecipate e dalla revoca delle consulenze”. 

Il toto-assessori – E in effetti i rumors sui futuri assessori chiamano in causa “nomi eccellenti” come quello del cantautore catanese, Franco Battiato, al quale Crocetta vorrebbe affidare i Beni culturali. O come quello di Lucia Borsellino, figlia di Paolo, per la quale sarebbe già pronta la delega alla Sanità. E poi Mariella Fedele, moglie del procuratore Antimafia Piero Grasso, che Crocetta avrebbe contattato per proporle l’assessorato all’Istruzione, e il procuratore di Torino, Giancarlo Caselli, che il governatore vorrebbe al suo fianco nella lotta a Cosa Nostra.