37 anni fa usciva “Bohemian Rapsody”: ecco alcune curiosità che forse non sapevate

La scorsa settimana (il 31 ottobre, per la precisione) “Bohemian Rapsody” ha compiuto ben 37 anni dalla sua uscita, eppure non si direbbe: continua a girare nelle radio e negli stereo di tutti gli appasionati di musica del mondo come fosse il singolo del momento. Il brano – uno dei più geniali dei Queen, per la sua struttura totalmente innovativa – è un’opera rock che racconta la storia di un uomo che ha ucciso qualcuno e ha venduto la sua anima a Belzebù. Molte sono le domande rimaste in sospeso sul significato metaforico della storia, e a cui forse mai verrà data una risposta. Restano però delle certezze: che, ad esempio, il brano è rimasto per nove settimane consecutive primo nella classifica dei singoli UK nel 1975, tornandovi per cinque settimane nel 1991, dopo la morte di Freddie Mercury, e risultando complessivamente il terzo singolo più venduto nella storia della musica inglese. Ma ci sono molte altre curiosità sul brano che sono ignorate dai più.

Il piano dei Beatles e le sovraincisioni – Il pianoforte usato da Mercury per la registrazione, tanto per dirne una, è un piano fortunato: è infatti lo stesso usato in precedenza da Paul McCartney per la registrazione di “Hey Jude”. Pochi sanno (ad ammetterlo fu Roger Taylor) che la Emi e la Elektra UK volevano tagliare il brano (“troppo lungo”, dicevano) ma incontrarono la netta opposizione dei Queen; una volta trasmesso il brano per la prima volta su Radio Capital, i centralini andarono in ebollizione e la Emi capì di avere tra le mani una hit. Fu solo allora che appoggiò la pubblicazione del singolo senza tagli. Ci vollero circa 70 ore per completare la sola parte operistica del brano (quella che segue l’assolo di chitarra), che richiese oltre 180 sovraincisioni. Nel 2007 BBC Radio 1 ha ammesso che “Bohemian Rapsody” è la canzone più trasmessa nella sua storia. Brian May, invece, ha confessato che l’intero brano è figlio di Freddie Mercury: “Sapeva esattamente quello che stava facendo – ha dichiarato May – noi l’abbiamo solo aiutato a dare la canzone alla luce“. E che gioia pensare – altro che computer e tablet – che Mercury scrisse tutta la canzone (incluse le complesse armonie) su degli elenchi telefonici e dei frammenti di fogli. Proprio l’indimenticato cantante dei Queen ha spiegato, a suo tempo e a suo modo, il vero senso del brano: “Significa qualunque cosa voi vogliate che significhi“.