Fenomeno Stramaccioni fin qui bene bene

L’aveva profetizzato Antonio Cassano incrociandolo nel tunnel che conduce al campo poco prima del derby dello scorso anno. Quell’ormai celebre “Strama, bene bene” è diventato ormai un marchio di fabbrica per l’allenatore dell’Inter Andrea Stamaccioni, il quale sabato scorso è andato a cogliere la vittoria più importante della sua carriera sul campo degli invincibili, vale a dire la Juventus di Antonio Conte campione d’italia. Un successo maturato anche grazie alle sue scelte tattiche “spensierate”, per citare le parole del dg bianconero Giuseppe Marotta che tanto hanno fatto arrabbiare il tecnico nerazzurro, che ha preferito prendersi al sua rivincita sul campo, con una vittoria netta senza se e senza ma nonostante i gravi errori dell’arbitro Tagliavento, noto ormai per sbagliare tutte le sfide di alta classifica in cui è chiamato a fischiare.

Moratti gongola. A tenersi stretto il suo nuovo Special One è di certo il presidente Massimo Moratti, che in estate aveva deciso di confermare Stramaccioni sulla panchina nerazzurra, affidandogli il processo di ricostruzione di una squadra che sembrava ormai al capolinea. Oggi il patron interista ha solo parole d’elogio per il suo mister in un’intervista concessa al Corriere della Sera.itAl di là dei confronti, che non c’entrano, di Stramaccioni mi hanno impressionato tre caratteristiche: la capacità di preparare la partita minuto per minuto, passaggio per passaggio, studiando anche i dettagli che possono sembrare marginali; l’attenzione per l’avversario, nel senso di conoscerlo per sfruttarne i punti deboli e imporre il gioco; il rapporto straordinario che ha con i giocatori. Si fidano di lui, lo stimano e lo apprezzano, perché lo vedono lavorare sul campo e hanno capito che è bravissimo. E noto che c’è grandissimo rispetto specifico fra allenatore e giocatori“. Se questa non è un’investitura in piena regola poco ci manca.