Ingroia lascia Palermo: Mai dire mai alla politica

Prima di salire sulla scaletta dell’aereo che lo porterà in Guatemala, il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, ha concesso un’ampia intervista al Corriere della Sera, nella quale ha intrecciato passato e futuro. Dai 20 anni trascorsi nel capoluogo siciliano a contrastare il fenomeno mafioso all’imminente impegno internazionale affidatogli dalle Nazioni Unite, con uno sguardo perennemente rivolto alla politica italiana. Senza escludere la possibilità di esserne un futuro protagonista.

Tutto è possibile – “Io sto andando in Centro America, e l’ultimo dei miei pensieri è correre dietro a fantasie giornalistiche che al momento non hanno nulla di concreto”. E’ quanto ha risposto Antonio Ingroia al giornalista del Corriere della Sera che lo ha interpellato sui rumors che riferiscono di un suo futuro impegno nella politica italiana in vista delle prossime elezioni. Una risposta che non sembra escludere affatto l’opzione ventilata: “Il mai dire mia vale per tutti – ha precisato Ingroia – compresi i magistrati in partenza per il Guatemala”.

Partecipazione inevitabile – E sulle critiche piovutegli da ogni parte in riferimento al suo protagonismo politico: “Io rivendico la mia partecipazione al dibattito pubblico, e nel clima che si è creato continuerei a non tirarmi indietro – ha risposto il procuratore aggiunto di Palermo – Sono convinto che il mio ruolo di pubblico ministero antimafia sarebbe monco ed effimero se si limitasse agli atti giudiziari. Di fronte a un fenomeno sistemico come la criminalità mafiosa, che ha sempre contaminato la società e la politica – ha precisato Ingroia – penso che sia giusto e persino necessario svolgere un ruolo di attore sociale e anche politico“.

Verso la terza Repubblica – E invitato a fornire una svelta analisi di ciò che è stato e di ciò che potrà essere: “Nella prima Repubblica la politica svolgeva un ruolo di mediazione, sebbene prevalessero gli interessi di partito – ha notato il pm – mentre nella seconda il bene pubblico è stato saccheggiato dagli interessi privati. Ai politici della terza toccherà il difficile compito di ribaltare questa situazione”. “Con l’aiuto di Antonio Ingroia?”, ha inevitabilmente domandato il giornalista, ottenendo in risposta un sibillino: “Chi vivrà vedrà”.