La maledizione di Tutankhamon: incredibile sequenza di morti inspiegabili e collegate

Era novembre del secolo scorso: correva l’anno 1922 quando gli zelanti Howard Carter e Lord Carnarvon scoprirono la tomba di Tutankhamon generando una delle più inquietanti catene di morti “profetizzate” dalla maledizione del Faraone che così recitava: “La morte coglierà con ali leggere chiunque tocchi la tomba del Faraone“, Lord Carnarvon non solo non si curò del monito bensì decise che tale scritta, che poteva intimorire gli operai al lavoro, dovesse essere celata con una targa recante il suo blasone. I tesori del faraone furono spostati e la bara fu aperta. Il 6 Marzo Lord Carnarvon, proprio sulla tomba di Tutankhamon, venne punto da una zanzara, evento che causò una forte febbre che si trasformò in polmonite. Fra la gente iniziò a serpeggiare la paura di essere attaccata da forze ignote; timori che giunsero al culmine quando il Conte spirò nel Cairo la notte del 5 Aprile.

Quella morte venne accompagnata da una serie di eventi inquietanti: improvvisamente tutte le luci elettriche dell’ospedale del Cairo si spensero, lasciando tutti nella più totale oscurità, per poi riaccendersi pochi minuti dopo, quando Lord Carnarvon era già morto, un corto per 5 minuti che non trovò mai spiegazione tecnica. La figlia del Conte asserì terrorizzata che una zingara aveva predetto la morte a suo padre, prima della fatale puntura, a causa della profanazione del sepolcro. Si decise di proseguire gli scavi considerando l’accaduto una tragica fatalità: da quel momento iniziò una scia di morti inspiegabili: due mesi dopo il fratello del Conte, poi il milionario americano Gorge Jay Gould interessato all’acquisto di oggetti faraonici e amico di Carnarvon, colpito da una febbre improvvisa 24 ore dopo che Carter gli aveva mostrato la tomba. Seguì la morte inspiegabile dell’assistente di Carter, Arthur Mace, di Richard Bethell segretario di Carnarvon colpito da infarto, del principe Ali Kamal Fahmy anch’egli entrato nella tomba e del custode del museo morto mentre etichettava alcuni reperti della tomba.

Nel 1972 il direttore della sezione antichità egizie, il Dottor Gamal Mokhtar, morì il giorno in cui fece trasferire i tesori del faraone in Inghilterra per una mostra: agghiacciante anche la morte di tutti i membri dell’ equipaggio adibito al trasporto, colpiti da attacchi di cuore e incidenti vari. Nel 1992 lo storico Christopher Frayling ideò e presento una serie per la BBC sul faraone e la sua maledizione, ma quando si recò sul sarcofago del faraone ricoperto dal vetro, le luci si spensero improvvisamente, l’audio si isolò, uno dei cavi principali dell’ ascensore dell’hotel del Cairo dove alloggiavano si ruppe, e la cabina con all’interno il regista e Frayling precipitarono: fortunatamente si innescò l’autoblocco che li salvò dopo essere precipitati per 9 piani.

C’è solo una morte “mancata” che non quadra in questa ecatombe da brividi: Howard Carter, il primo a violare la tomba, non fu colpito da morte prematura; forse perché dopo la morte di tanti suoi compagni si ritirò e non volle mai più visitare il museo dove era conservata la sua più grande scoperta?