The Maccabees spaccano a Ciampino

Dopo lo strepitoso concerto che li ha visti protagonisti a febbraio ai Magazzini Generali di Milano, arrivano di nuovo in Italia The Maccabees, una delle band più apprezzate al momento della scena new wave inglese. Aspettavamo di ascoltarli ad aprile, ma a causa di improgabili impegni  la band ha dovuto rimandare le date promesse fino a  novembre.

Nei tre appuntamenti nel nostro paese, presenteranno al pubblico il terzo album “Given to the wild”, registrato per la Fiction Records ed uscito a dicembre del 2011. Un album, “Given to the wild”, che ha permesso al quintetto di aggiudicarsi lo scorso 31 ottobre in madrepatria il disco d’oro come miglior album dell’anno per la Mercury Prize, confermando quello che già si intuiva, la consacrazione di un gruppo che dal 2004 ad oggi si è piano piano aggiudicato l’interesse del pubblico, facendosi conoscere dapprima con il singolo First Love (tratto dal primo album Colour It In) e poi con la splendida e fredda “No Kind Words” (dall’album Wall of Arms), utilizzata ultimamente anche nella colonna sonora della serie TV “Gettysburg” di Ridley e Tony Scott. Non c’è che dire, la giovane band è destinata ad un grande futuro

Il primo singolo estratto dal nuovo lavoro è “Pellican“, considerato dalla critica come uno dei migliori brani rock alternative del momento. Un merito va anche al video che lo accompagna, la cui regia è  stata affidata all’eclettico e creativo registra/artista  britannico David Wilson, gia fautore di curiosi ed interessanti video per altri artisti, come David Guetta,  the Japanese Popstars, Passion Pit, solo per citarne alcuni.

The Maccabees, formati da Orlando Weeks (voce e chitarra), i fratelli Felix e Hugo White (chitarre), Rupert Jarvis (basso) e Sam Doyle (batteria), all’Orion di Ciampino si sono esibiti in un concerto dalle atmosfere “bipolari”, a volte cupe ed eleganti come la delicata “Child”, che apre il concerto,  fino ad un crescendo di carica elettrica con “Went Away”. Un incrociarsi di suoni che fanno tornare alla mente lo stile elegante di una grande Kate Bush e che richiamano le sonorità alternative dei più recenti canadesi  Arcade Fire, con un incedere di suoni che va dal sound cupo dei Cure a quello della nuova new-wave degli ultimi anni.

Recensione e fotografie a cura di: Ombretta Ciarrocchi