Uccise bambino palestinese: soldato israeliano assolto

Una Corte israeliana ha assolto un soldato accusato di aver ucciso Ahmad Mousa, un bambino palestinese di10 anni. I fatti risalgono al luglio 2008 quando il militare aveva sparato due proiettili contro il bambino. Durante una protesta che si tenne vicino a Ramallah in Cisgiordania, contro il Muro di Annessione, nel villaggio di Ni’lin, il soldato sparò alla testa del piccolo Ahmad, uccidendolo.

Nel corso dell’udienza, il militare confessò di aver sparato due proiettili contro il bambino giustificandosi con queste parole: «non sparare a chi lancia le pietre contro l’esercito è considerato segno di debolezza, dunque, ho aperto il fuoco». Il giudice ha riconosciuto che il soldato fece uso di proiettili veri, sebbene la sua vita non fosse a rischio; ciononostante, nella sua sentenza ha affermato che «non ci sono prove che il proiettile sparato dal militare sia la causa della morte del bambino».

Una sentenza, quella emessa dalla Corte israeliana, che dovrebbe smuovere il diritto internazionale e non cadere nel silenzio. Una sentenza che fa ancor più rabbrividire considerando che i bambini palestinesi  sono le prime vittime del conflitto arbo-israeliano, assassinati quotidianamente nel corpo e nell’anima.