Fondazione Forma: mostra fotografica del Messico violento, reportage forte e imperdibile

La Fondazione Forma, galleria fotografica meneghina nota per il grande gusto delle mostre che propone al pubblico, presenta, dall’8 novembre, un documento importante che testimonia lo stato del Messico, piombato in un vero conflitto civile dopo che il presidente Felipe Calderón ha dichiarato guerra ai narco-trafficanti nel dicembre 2006. Un lavoro prezioso, realizzato da Jérôme Sessini, il quale si concentra sulla zona di confine tra Messico e Stati Uniti,  – tra Culiacan, Tijuana e specialmente Ciudad Juárez: le città più pericolose del paese, forse del mondo. Si tratta di una terra di nessuno in mano agli uomini del cartello della droga  dove si svolge una guerra logorante e lunghissima: quella per il controllo dello spaccio degli stupefacenti, costata la vita a 26.000 persone tra trafficanti, poliziotti e civili.

Per completare il suo lavoro, Sessini è tornato per ben otto volte in Messico, una terra certo difficile da raccontare. Ha fotografato prima le strade, le risse, gli omicidi, le scene del crimine. Poi è riuscito ad entrare nelle case di chi cerca di sopravvivere a una terra cattiva, di chi ormai è totalmente succube delle regole della droga. Il risultato è una serie straordinaria di immagini, forti nella loro essenza, robuste nell’impianto visivo e dense nei contenuti: un grande esempio di fotogiornalismo. The Wrong side ha vinto l’ultima edizione del Premio F per il fotogiornalismo con queste motivazioni: “L’instancabile esplorazione che Jérôme Sessini fa della violenza legata alla droga ai confini tra il Messico e gli Stati Uniti è notevole per il suo intenso impegno in una realtà pericolosa e allarmante; per la sua attenzione ai particolari concreti e per la sua ambizione a comunicare lo scopo e la complessità del conflitto”.

Jérôme Sessini scopre la fotografia documentaria americana attraverso alcuni libri di un amico. Inizia a scattare, a ritrarre persone, paesaggi e vita quotidiana dei luoghi dove era nato e cresciuto, tenendo sempre ben in mente gli insegnamenti di Diane Arbus, Lee Friedlander, Mark Cohen e Eugene Richards. Nel 1998 comincia la sua carriera da giornalista, e arriva a Parigi. L’agenzia Gamma gli offre l’opportunità di lavorare e di coprire il conflitto in Kosovo. Sessini da quel momento in poi è stato testimone dei principali eventi internazionali: la situazione palestinese, il conflitto in Iraq (dal 2003 al 2008), Haiti (2004), la conquista di Mogadishu da parte dei militanti Islamici e la guerra in Libano (2006). Il lavoro di Sessini ha ottenuto e meritato, immediatamente, fama internazionale.