‘La collina dei papaveri’, Myazaki figlio emoziona i fanciullini di tutte le età

Martedì, 6 novembre 2012, finalmente. E’ infatti questa la data che tutti i seguaci della famiglia Miyazaki attendevano con trepidazione: in un imperdibile evento di un solo giorno, vede oggi la luce nelle sale italiane ‘La collina dei papaveri’, l’ultimo capolavoro d’animazione dello Studio Ghibli, celebre per aver diffuso gli anime continuando ad adottare il disegno tradizionale a dispetto della grafica.
Per l’occasione, padre (Hayao) e figlio (Goro) hanno lavorato a quattro mani, con il primo autore delle sceneggiature, e il rampollo 45enne, suo designato successore, in cabina di regia (secondo film per lui dopo ‘I racconti di Terramare del 2006′).

Il film prende vita dall’omonimo manga distribuito nel 1980 e nonostante le difficoltà incontrate in fase di produzione a causa del terremoto e maremoto del Tohoku nel 2011, il risultato è un riuscitissimo miscuglio di emozioni, colori e musiche (commovente la colonna sonora di Satoshi Takebe, vecchia conoscenza dello Studio) che rapiscono i cuori di grandi e piccini per 90 minuti filati.
Ancora una volta il genio del gene Myazaki incanta gli animi degli spettatori, composti, con grande stupore, in gran parte da chi del fanciullo ha di certo solo quello che, per dirla alla Pascoli, porta dentro di sè: “È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi […] ma lagrime ancora e tripudi suoi” affermava infatti riprendendo un mito platonico che trova collocazione oggi nel 2012 come già nel 1907.

Una trama senza dubbio avvolgente e travolgente che mette in scena anzitutto la purezza dei sentimenti dei due ragazzini protagonisti della storia, Umi e Shun ancora scolari, ma con una profondità capace di risvegliare anche i cuori più assopiti; l’amore non è l’unico sentimento da apprezzarsi in questo film, ambientato negli anni ’60 in un Giappone di cui emerge la volontà di rinascita e di reazione ai dolori e alle distruzioni causate dalla seconda guerra mondiale.
Il gruppo scolastico del Quartier Latin, sede dell’incontro dei due ragazzi, la passione raccontata attraverso le animate assemblee, il desiderio di rivalsa sempre sottolineato da emozionanti cori che uniscono e rafforzano gli sguardi vividi dei personaggi rappresentati ci innamora sempre più delle regie dei Myazaki.

Ad un occhio attento e appassionato non sfugge la mancanza di alcune figure tipiche delle regie di Hayao, il quale attinge a piene mani alla caratterizzazione di soggetti inizialmente brutti e cattivi che finiscono, in itinere, per diventare buoni, e anche un po’ più carini. Nell’opera di Goro è invece la lievità dei cuori dei giovani liceali e dei loro sogni, delle loro pene e delle speranze, che aleggia fin dal primo frame e traina l’intreccio delle vicende in un crescendo d’intensità.

Teatro quanto mai consono per la rappresentazione di cotale capolavoro, il ‘Cinestar Catania’ del parco commerciale ‘I Portali’ di San Giovanni la Punta: 9 maxisale ampie e confortevoli, il più grande schermo del sud Italia, impianto ‘monster’ audio DTS ne fanno il luogo ideale per un’esperienza sensoriale ‘high level’.

Elisa Favazza