Milan, fratello di Guardiola da Galliani. Ma Pep resta un sogno

Pep Guardiola: il sogno, neanche tanto nascosto, resta sempre lui. Galliani fa di tutto per smentire, ma il Milan spera – un giorno non troppo lontano – di vedere sulla panchina rossonera la sagoma dell’uomo di Santpedor. Nei quattro anni in cui Guardiola ha guidato Xavi e soci, il Barcellona è stato una macchina perfetta, che ha incantato appassionati e critici, facendo incetta di trofei in Spagna, in Europa e nel Mondo. Il calcio di Pep, a suo modo rivoluzionario, non ha lasciato indifferente Berlusconi: altro che palla lunga verso Ibrahimovic, sperando che lo svedesone inventi qualcosa (quanto manca, in questa stagione, Zlatan). No, con il tecnico spagnolo è un tipo diverso, a cui piace arrivare ai risultati attraverso il gioco. Anzi, il giuoco, come direbbe Silvio.

La smentita – Con tutte queste premesse, l’arrivo del fratello di Guardiola a Milano non poteva che scatenare una ridda di voci. Hai voglia a smentire, come ha fatto il Milan attraverso un comunicato sul proprio sito ufficiale: se l’entourage del tecnico spagnolo (oltre al fratello Pere c’era Manuel Estiarte, uomo di fiducia di Pep) si ferma a pranzare al ristorante “Giannino”, incontra l’intermediario rossonero Beppe Riso e poi, per chiudere la giornata, si accomoda sulle tribune di San Siro per gustarsi Milan-Malaga, l’accostamento viene naturale. “Non ho il piacere di conoscere il fratello di Guardiola, giuro che non ci siamo visti“, ha tagliato corto Galliani prima del match di Champions. Come no. Un primo contatto tra il tecnico più desiderato d’Europa e il mondo rossonero c’è stato, inutile negarlo.

Offerte inglesi – Da qui a dire che l’anno prossimo Guardiola diventerà l’allenatore del Milan, però, il passo è molto lungo. Dopo l’anno sabbatico che si sta godendo negli Stati Uniti, Pep tornerà certamente ad allenare, ma non in Italia. Sulle sue tracce ci sono due club di Premier League decisamente più affascinanti del Milan: si tratta di Chelsea e Manchester City, che sono pronti a ricoprirlo d’oro pur di accaparrarselo. Il fascino, naturalmente, non è legato alla storia delle due società, ma ai denari dei loro presidenti, che non avrebbero alcun problema ad investire sul mercato per assecondare le richieste di Pep. Una cosa che Berlusconi, in questo momento storico, proprio non può fare: ecco perché Guardiola, per il momento, resta un sogno.