PSG, Ibrahimovic sempre più Re di Francia

Sabato 3 novembre: il Paris Saint-Germain affronta il Saint-Etienne tra le mura domestiche. Gli ospiti, tutto fuorchè una squadra paragonabile alla corazzata di Ancelotti, vincono per 2-1. Come se non bastasse Ibrahimovic viene espulso per una brutta entrata a gamba tesa sul portiere avversario. I titoli si sprecano: Kung-Fu Ibra, Karate Ibra e via dicendo, con i maligni pronti a sottolineare tutti i difetti caratteriali e a dimenticarsi le qualità di questo straordinario attaccante. Invece di uscite e gesti polemici, lo svedese risponde come un grande professionista dovrebbe sempre fare: una prestazione da incorniciare in Champions League contro la Dinamo Zagabria che ha messo a tacere tutte le malelingue.

Assist man – Nella gara  contro la squadra croata Ibra non è andato a segno, ma la sua versione assist man ha comunque inciso pesantemente sull’equilibrio del match, terminato con un passivo di ben 4 reti a carico della Dinamo. E, manco a dirlo, in ognuna delle 4 reti Zlatan ha fornito la palla decisiva ai compagni che hanno segnato: prima un cross basso per la deviazione di Alex; poi uno splendido passaggio filtrante per l’accorrente Matuidi; il terzo assist è stato per Menez, bravo poi a saltare un uomo e a trafiggere il portiere; infine, l’ultimo Ibra l’ha sfornato dopo essere addirittura scivolato, risucendo a servire Hoarau che a porta libera ha insaccato. 12 reti in 14 partite per Ibrahimovic con la maglia del PSG, decisivo in campionato come in Champions. Se continuerà con questo rendimento, portando il club transalpino a vincere qualche trofeo, nessuno potrà togliergli la nomina di Roi, Re di Francia.

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