“I concerti”: De André rivive, con un monumentale cofanetto di inediti live

Si chiama “I concerti”, ed è un libro illustrato accompagnato da un monumentale cofanetto di sedici dischi, contenenti esibizioni live inedite del Poeta per eccellenza della musica italiana. E’ così che il compianto Fabrizio De André, dal prossimo 13 novembre, ritorna nei negozi di dischi: con un’enorme raccolta delle registrazioni tratte dai suoi concerti dal 1975 al 1998 (anno della sua morte), raccolte dalla Fondazione guidata dalla sua storica compagna, Dori Ghezzi. “Attraverso la reazione del pubblico – ha dichiarato la Ghezzi in conferenza stampa – si percepisce l’atmosfera sociopolitica che cambia negli anni. Basti pensare alla contestazione al Palaeur di Roma nel 1979: si sentono Fabrizio e la Pfm che cercano di sedare il pubblico che reagiva contro chi interrompeva il concerto. E la comprensione di Fabrizio per chi contestava: ne avevano il diritto, avevano ragione, usavano semplicemente i concerti per poterlo fare“. In quell’occasione – molti lo ricorderanno – De André scese coraggiosamente tra i contestatori che gli davano del “venduto” e “drogato”, riuscendo a calmare le acque grazie ad un placido dialogo con quella sparuta minoranza.

Il terrore dei live e il graduale “scioglimento” – Come noto, agli inizi della sua carriera Faber era terrorizzato dalle esibizioni dal vivo, e infatti i materiali relativi ai suoi primi periodi di attività sono pochi. Gradualmente, invece, ascoltando le registrazioni dei suoi otto tour, si può cogliere il progressivo “scioglimento” di De André, che con il tempo ha imparato anche a dialogare apertamente con il pubblico, evitando ogni divismo e senza sottrarsi mai a nessuno, neanche dopo i concerti. “Si coglie l’evoluzione di Fabrizio, tecnica e umana ma anche personale – ha sottolineato Dori Ghezzi -. Quando riascolto le registrazioni dei dialoghi con gli spettatori riaffiorano i ricordi. Viene fuori un rapporto sempre più stretto, si passa dal terrore ad affrontare il pubblico quasi come se fosse un nemico a comportarsi come se non si fosse in un teatro, ma seduti in un salotto”.