L’inno di Mameli sarà insegnato a scuola

Con 208 sì, 14 no e due astenuti, il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge che promuove l’insegnamento dell’Inno di Mameli a scuola ed ha istituito la “Giornata dell’Unità, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera”, indetta per il 17 marzo. In base al testo approvato oggi, a partire dal prossimo anno scolastico, nelle scuole di ogni ordine e grado saranno organizzati “percorsi didattici, iniziative e incontri celebrativi finalizzati ad informare e a suscitare riflessione sugli eventi e sul significato del Risorgimento nonché sulle vicende che hanno condotto all’Unità nazionale, alla scelta dell’Inno di Mameli, alla bandiera nazionale e all’approvazione della Costituzione, anche alla luce dell’evoluzione della storia europea”.

La Lega contraria al decreto – Ad opporsi alla proposta che alla fine è stata approvata quest’oggi al Senato sono stati alcuni senatori della Lega Nord. Dapprima gli esponenti del Carroccio hanno fatto muro, dichiarando che si sarebbero presentati in aula e avrebbero votato ‘no’. Più tardi la decisione dei leghisti è stata ben diversa, in quanto molti hanno preferito abbandonare completamente l’aula. Solo in pochi sono rimasti in Senato a votare, sempre in maniera contraria, contro il disegno di legge che promuove l’insegnamento dell’Inno di Mameli nelle scuole italiane.

La parola ai presidi – Alcune critiche al provvedimento sono arrivati, oltre che dai leghisti, anche dai responsabili delle scuole: “Niente da dire sui contenuti, ma molto da ridire sul metodo. È una visione ottocentesca. Il fatto che il Parlamento si occupi dei contenuti dell’insegnamento è anacronistico e sbagliato. Non compete a Camera e Senato dire cosa bisogna studiare a scuola, piuttosto dare indirizzi strategici”- queste le parole del presidente dell’Associazione nazionale dei presidi, Giorgio Rembado.