Bloc Party live a Milano: che ritorno! (foto)

Dopo una pausa durata quasi tre anni, i Bloc Party sono tornati con un nuovo album “Four” pubblicato lo scorso 20 agosto e con una tournée live: una sola la data italiana, all’Alcatraz di Milano. Fin dalla loro nascita, nel 1998, i Bloc Party sono riusciti a miscelare meticolosamente generi differenti, traendo influenze dall’enorme quantità di beat provenienti dalla Gran Bretagna: dalle sonorità angoscianti dei Joy Division fino ad arrivare alla musica dance-rock dei Depeche Mode. Il loro ritorno scatena naturalmente le aspettative dei fan e se da una parte l’album “Four” non ha registrato grandi recensioni positive, dall’altra ritroviamo una band che fa dei live show il proprio punto di forza.
I quattro ragazzi londinesi sono ormai diventati professionisti esperti, i loro concerti si contraddistinguono sempre per una miscela espolsiva di adrenalina: tante le date sold-out nella tournée estiva in Inghilterra e America.

Seppur in Italia siano meno conosciuti, il pubblico giunto nel noto locale meneghino è quello delle grandi occasioni. Ad aprire lo show i “PVT”, conosciuti anche come “PIVOT”, una band di rock sperimentale con base a Londra e Sidney.

I Bloc Party alle 21 e 40 salgono sul palco nella loro formazione originale: Kele Okereke, cantante e chitarrista di origini nigeriane, Russel Lissack alla chitarra,  Matt Tong batterista e voce secondaria e Gordon Moakes al basso. L’inizio è di quelli da brivido: “So He Begins to Lie”, il primo singolo dell’ultimo album, seguito da una serie di vecchi e nuovi brani come “Hunting for Witches” che miscela sonorità indie con contaminazioni drum&bass e “Positive Tension” con la batteria che scandisce il tempo di una musica forsennata ma allo stesso tempo delicata nel cantato.

E’ verso metà concerto che l’atmosfera si scalda davvero con la hit che forse più rappresenta la band inglese: “Banquet”, brano in cui le chitarre si intersecano in un riff incessante nelle strofe, per lasciare spazio poi a voce e batteria nel ritornello. Kele Okereke mostra al pubblico il virtuoso uso della sua voce con metriche molto veloci, ai limiti dell’hip-hop, miscelate con pezzi più melodici e intensi. E si procede fino alla fine, scivolando tra i quattro album della band con brani come “Coliseum”, “One More Chance”, “We Are Not Good People”,  “Octopus” e “Helicopter”. Uno show all’altezza delle aspettative, con un gradito ritorno nelle scene live per i tantissimi fan amanti delle sperimentazioni del rock-indie inglese dei Bloc Party. Un gruppo che funziona e che poggia sulla voce e sul carisma del suo frontman oltre che sulla carica del suo batterista che, faccia da bravo ragazzo, si scatena quando siede sullo sgabello posto dietro il rullante. Un concerto di quelli da non perdere.

Fotografie di Pier Luigi Balzarini