Con Argo Ben Affleck diventa grande e fa l’agente della CIA

Ben Affleck con la sua terza regia ha fatto il botto. Dopo i successi di Gone Baby Gone e The Town, eccolo indossare i panni dell’agente della Cia Tony Mendez in Argo. Il film negli Stati Uniti ha riscosso un enorme successo di critica e ha già incassato ottanta milioni di dollari, destinati a crescere esponenzialmente dopo la pioggia di Nomination agli Oscar che sicuramente lo investiranno il prossimo 10 Gennaio. Un successo inaspettato per un film d’azione con forti venature politiche che è un ritratto fedele della fine degli anni 70 in America e una dichiarazione d’amore per Hollywood. Una regia solida in grado di maneggiare con disinvoltura vari registri narrativi, dalla tensione più appassionata alla commedia, punteggiata da un cast d’attori di assoluto livello, su cui spiccano veterani come John Goodman, Alan Arkin e Bryan Cranston.

Trama. La storia è tratta da una storia vera, nel 1979 durante la rivoluzione Komeinista gli USA sono guardati con odio dagli iraniani per aver offerto asilo politico allo scià Mohammad Reza Pahlavi. In seguito all‘irruzione nell’ambasciata americana sei cittadini americani riescono a fuggire e a rifugiarsi in casa dell’ambasciatore canadese. Un rifugio di fortuna che li mette comunque in serio pericolo. Infatti presto i servizi segreti iraniani scopriranno la loro identità e li andranno a prendere. Al quartier generale della Cia si cerca un piano per farli fuggire. A trovare una possibile soluzione è appunto Tony Mendez esperto in infiltrazioni ed esflitrazioni. Un piano folle, ma a conti fatti, “la miglior cattiva idea che si sia riuscita a partorire”. Perciò si passa all’azione con Mendez che si rivolge ad alcuni veterani di Hollywood per mettere su in fretta e furia una finta produzione di un film di fantascienza da girare a Teheran che permetterebbe ai sei cittadini tenuti in ostaggio di lasciare il paese facendosi passare per maestranze della pellicola.