Contro l’Alzheimer arriva la diagnosi anche a 20 anni

Se l’ipocondria è per voi una vera costante nella vita di tutti i giorni, perché non sottoporsi anche in giovane età a un test sul DNA ? Per chi vuole sapere se prima o poi verrà colpito dall’Alzheimer, è infatti possibile ricorrere ad un test per verificare la presenza nel DNA di una mutazione del gene chiamato preselinina 1(PSEN1). La PSEN 1 è una sorta di “spia genetica” che ci informa sulla possibilità di sviluppare in futuro una forma di Alzheimer: si tratta della forma della patologia “familiare”, ereditata nel patrimonio genetico dai genitori. I sintomi clinici cominciano a manifestarsi a partire dai 40 anni, dunque è importante sottoporsi a questo test intorno ai 20, così da riscontrare i segni precoci della malattia ed eventualmente avviare una terapia.

Questi i risultati, pubblicati su Lancet Neurology, del nuovo studio condotto dal Banner Alzheimer’s Institute in Arizona, dalla Boston University e dalla University of Antioquia. La ricerca è stata condotta su un campione di 44 individui, con età compresa tra i 18 e i 26 anni; ben 22 di essi hanno mostrato di avere nel loro patrimonio genetico la mutazione nel gene PSEN 1 e di sviluppare in futuro l’Alzheimer. “Lo studio aiuterà a preparare le basi per la valutazione di trattamenti mirati alla prevenzione del morbo di Alzheimer familiare e, auspicabilmente, aiutare a capire i primi stadi della tipologia di Alzheimer che arriva più avanti con gli anni, che è il più diffuso”- ha dichiarato Adam Fleisher del Banner Alzheimer’s Institute, soddisfatto dell’importante svolta che la ricerca ha comportato.