Il gelataio che dice di no a Silvio Berlusconi

Guido Martinetti è giovane, bello e di successo. A soli 39 anni è a capo dell’impero del Gelato, insieme al suo socio Guido Grom, nella catena che in questo momento va più per la maggiore in quanto ai gusti culinari degli italiani in fatto di creme e coni. Naturale che un talent scout come Silvio Berlusconi abbia pensato a lui come il volto nuovo per rilanciare quell’animale morente che ormai è il PDL. Dopo i contrasti di questi giorni col segretario Angelino Alfano, e l’annuncio del ritiro dalla candidatura a Premier, ritiro a cui nessuno crede veramente, l’ex presidente del consiglio aveva individuato in Martinetti un possibile alter ego, il futuro leader in grado di rilanciare il sogno di un miracolo italiano non ancora realizzato, e recuperare così gran parte di quell’elettorato moderato tentato dal non voto o peggio ancora pronto ad abbracciare l’avventura populista di Beppe Grillo.

Rifiuto. Solo che non è proprio aria per il nostro amato Berlusconi. E così ecco che arriva l’ennesimo rifiuto. Martinetti ha infatti dichiarato di non aver mai parlato con Berlusconi e che comunque la sua intenzione è di rimanere a fare il gelataio e che dunque non ha alcuna intenzione di candidarsi. In fin dei conti pensiamo che il suo ragionamento sia stato più o meno un “ma chi me lo fa fare?” Prendere in mano un partito allo sbando pronto a lacerarsi nelle faide interne e destinato a una sconfitta probabile, non è esattamente un’avventura piena di appeal per uno che invece si sta costruendo una reputazione di successo. Magari tra cinque anni sarà un’altra storia.