Il “simpatico” ottimismo di Schifani sulla legge elettorale

Il presidente del Senato Renato Schifani è noto per essere una persona dal raffinato ottimismo. Sempre sorridente, sempre pronto ad una parola di conforto per tutti, in grado di stravolgere la realtà pur di presentarla come accettabile. Una natura davvero invidiabile, la sua, che si è confermata oggi, intervistato da Fiorello a margine di un incontro presso l’associazione Andrea Tudisco. Si parla di legge elettorale, la cui riforma come noto è al momento bloccata presso la commissione affari costituzionali del Senato, dopo lo stop del PD alla proposta votata da UDC e PDL di un premio di maggioranza del 10% alla coalizione che raggiunge almeno il 42.5% dei consensi.

Anti Grillo Schifani ha dichiarato di essere profondamente ottimista e di vedere lo sforzo costruttivo di tutte le parti e che siamo davvero vicini a trovare l’accordo e che bisogna cercare il più ampio consenso possibile e che bisogna fare  in fretta se non si vuole consegnare il paese a Beppe Grillo. Ora per carità le parole della seconda carica dello stato sono e saranno certamente uno sprone per tutte le forze politiche nel darsi una mossa a trovare il bandolo della matassa, ma al momento la situazione è confusa a dir poco. In effetti ciò che lamenta il PD, e cioè che allo stato attuale nessuna colazione omogenea, per usare le parole dei centristi, è in grado di raggiungere la fatidica soglia del 42,5% e quindi di poter raggiungere una maggioranza stabile all’indomani delle elezioni ha sensati fondamenti. L’impressione è che si punti a perdere tutti per poi governare tutti. Alla faccia del pericoloso sovversivo Grillo, in nome dell’immortale “Bisogna che tutto cambi perchè tutto resti com’è