Napoli, massaggiatore Antonio Salvi condannato per doping

Prima il coinvolgimento nello scandalo del calcioscommesse, ora la condanna per doping all’ex massaggiatore Antonio Salvi: non è certo un periodo fortunato per il Napoli. Al netto di qualche scivolone di troppo nell’ultimo periodo, sul campo la squadra di Mazzarri sta volando: terza in campionato con 8 punti in più della scorsa stagione, in Europa League ha rialzato la testa ed è in piena corsa per i sedicesimi di finale. Fuori dal terreno di gioco, invece, la società di De Laurentiis è circondata da un preoccupante alone di mistero. Non bastassero i deferimenti di due settimane fa – che hanno coinvolto, oltre a Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, anche la stessa società partenopea, ora a rischio di penalizzazione -, il Napoli deve fare i conti con un nuovo problema.

Senza patentinoAntonio Salvi, ex fisioterapista e massaggiatore (ma senza patentino) della squadra azzurra, è stato ritenuto responsabile della violazione dell’articolo 2.6.2 del Codice WADA (possesso di sostanza vietata da parte di personale di supporto agli atleti) ed è stato condannato dal Tribunale Antidoping del Coni alla sanzione della “inibizione per due anni a tesserarsi e rivestire incarichi per il Coni o altri enti sportivi, e a frequentare impianti sportivi o partecipare a manifestazioni“. Quanto si legge nelle motivazioni della sentenza, poi, è tutto fuorché rassicurante: Salvi, infatti, “non si limitava a massaggiare i giocatori ma era disponibile a sostenerli con medicinali anche vietati (per esempio il Bentelan) e probabilmente con “flebo o capsule magiche”“.

Autorizzato – Salvi, 48 anni, sottufficiale della Forestale della provincia di Chieti, venne introdotto nello spogliatoio del Napoli nel dicembre del 2009 dal conterraneo Morgan De Sanctis. Nel club partenopeo, si legge nella sentenza, “praticò stabilmente la funzione di massaggiatore e fu autorizzato dai dirigenti a esercitare in locali della società. Iniziò a praticare l’attività di massaggiatore a favore di ben 16 giocatori persino nello spogliatoio dello stadio San Paolo risolvendo problemi a Cannavaro, Pazienza, De Sanctis e Lavezzi“. Fin qui, nulla di grave. Ma il giudice aggiunge che Salvi aiutava i suddetti calciatori “con prodotti medicinali vietati“: questo è il punto chiave, quello che allunga più di un’ombra sui recenti successi di Cavani e compagni.