Paura dell’orgasmo femminile? La viltà dei maschi che infibulano

L’infibulazione esiste, l’infibulazione va fermata subito, l’infibulazione è come tenere aperta Guantanamo. Ma il problema più grande risiede nel perché questa pratica sadica abbia trovato terreno fertile al punto da divenire una sorta di dogma insindacabile, rito al quale le bambine di molte zone dell’Africa, della penisola araba e del Sud-Est asiatico vengono sottoposte. Per capire che tipo di soddisfazione o benefit possa portare agli uomini, che cercano sempre donne “cucite” da sposare, occorre chiarire, una volta per tutte di cosa stiamo parlando. Infibulazione significa mutilazione genitale femminile, eseguita in casa, con bisturi, aghi e strumenti da macelleria su bambine e ragazzine.

Ci son diverse declinazioni per questa pratica: dalla totale alla parziale asportazione del clitoride (allo scopo di impedire qualunque forma di piacere), accompagnata spesso dalla mutilazione delle piccole labbra vaginali; le grandi labbra vengono invece cucite e cauterizzate lasciando soltanto uno spazio minuscolo per urinare e permettere il flusso mestruale. Ciò comporta gravi infezioni (che possono essere letali), dolori continuativi e lancinanti, seri problemi igienici e la totale impossibilità di provare piacere sessuale. Il parto, infine, è particolarmente pericoloso sia per la madre che per il neonato a causa della mancanza di elasticità dei tessuti vaginali nonché per il rischio della rottura dell’utero che conduce a morte certa, senza considerare il dolore inumano che provoca partorire dopo essere state cucite, scucite e poi, al termine della gravidanza, nuovamente cucite.

Perché? Nel Corano non vi sono riferimenti espliciti a questa pratica, non viene promossa, inoltre le mutilazioni genitali femminili affondano le proprie radici in molte società tribali ma, anche, fra gli antichi egizi. Non può essere, dunque, una questione religiosa considerata la svariata natura delle sue origini…e ciò rende il tutto ancor più inquietante: perché quando un rubinetto perde è inutile cercare una bacinella più capiente, bisogna capire l’origine del problema. Perché gli uomini in tempi differenti, culture agli antipodi e di religioni diverse, hanno sentito la necessità di mortificare il corpo delle proprie donne esponendole a traumi crudeli e rischi mortali?

Non è forse vero che, solitamente, un uomo apprezza l’idea di appagare la propria donna? E’ altresì vero, di converso, che l’idea di “fallire” sotto questo punto di vista mortifica la sua virilità. Se dunque una donna non può più provare piacere ma soltanto un dolore lancinante, indotto dall’infibulazione, nessun uomo dovrà fare i conti con la propria incapacità di relazionarsi ad un mondo così complesso, delicato, pieno di chiaroscuri qual’è il piacere femminile. Soltanto gli uomini saldi e forti provano meraviglia nel vedere appagata la propria donna, e spendono tempo e cure pur di essere i fautori di quel momento. Mutilarla e rubarle in eterno la libertà di essere donna è molto più facile e meno rischioso per l’ego maschile.