Psy incontra gli studenti di Oxford e racconta i segreti di “Gangnam Style”

Ci vuol bene una lezione all’Università di Oxford per spiegare il successo planetario di “Gangnam Style”. Così, dopo poco illustri predecessori del calibro di Madre Teresa di Calcutta, Yoko Ono e Michael Jackson, mercoledì scorso (7 novembre) è toccato al ben più noto rapper coreano Psy, autore della hit di successo, salire sul trespolo di una delle più prestigiose università del mondo. I segreti da lui confessati sono stati ovviamente di un certo livello. “Sono stato in piedi 30 notti per creare quella danza stile ‘cavallo al trotto’ – ha dichiarato -. Ho provato ogni animale: elefante, scimmia, canguro, serpente. Il balzo del canguro era troppo lento, così sono finito a imitare un cavallo“. Parole degne di una lectio magistralis.

Uditorio stracolmo – Nella storia della Oxford Union (189 anni) non era mai successo che gli studenti fossero in fila fuori alla sede della società per assistere a un incontro: con l’autore di “Gangnam Style”, invece, è successo. Sarà per i suoi 650 milioni di visualizzazioni su Youtube, sarà per il successo travolgente del brano nelle discoteche di tutto il mondo, gli organizzatori dell’incontro hanno dovuto assegnare i posti con un sorteggio, visto l’elevato numero di richieste di partecipazione. Psy – che prima di intraprendere la sua personale carriera aveva studiato al prestigioso Berkeley College of Music di Boston – ha confessato agli uditori: “Ero così disperatamente alla ricerca di fama, che sono andato da una società di produzione televisiva in Corea e ho iniziato a fare una danza, una pazza danza su e giù per i corridoi“. Se vi state chiedendo qual è la strada per il successo, dunque, siete avvisati: correte come pazzi imitando un cavallo per i corridoi di un’azienda. Di certo non passerete inosservati. Più o meno come i membri del comitato della Oxford Union, che al termine dell incontro con Psy – alla faccia del british aplombe – hanno ballato con lui la celeberrima “Horse-dance”.