Festival del film di Roma: apertura tra polemiche e cinefilia, oggi tocca a Miike

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:56

I russi di “Aspettando il mare” hanno aperto ieri sera il VII Festival del Film di Roma, portando un tocco di cinefilia non da poco all’interno della kermesse capitolina. Il regista della pellicola, infatti, il tagiko Bakhtiar Khudoijnazarov, è molto apprezzato dai più appassionati della settima arte per il suo precedente e premiatissimo “Luna Papa”, e anche in questo caso ha confermato il tocco poetico ed esistenziale del suo cinema: il suo film, fuori concorso, è un un mélo costruito intorno a una nave rimasta insabbiata a seguito di un naufragio, dopo che il mare si è ritirato gettando nella miseria un villaggio di pescatori. Il regista ha confermato in conferenza stampa il valore metaforico dell’impianto narrativo: “L’acqua che si ritira è una metafora dell’inaridimento dell’anima, della perdita della cultura e delle tradizioni“.

La polemica con Rondi – Apertura molto raffinata, dunque. E a chi gli ha rinfacciato un eccesso di cinefilia, Marco Müller (attuale direttore artistico del Festival di Roma, dopo diversi anni alla guida del Festival di Venezia) ha risposto con una frecciata neanche troppo velata, diretta al suo predecessore: “Non sono io ad aver cambiato la fisionomia del Festival di Roma. E’ stato Gian Luigi Rondi, che non avrebbe mai accettato di dirigere una festa“. La replica di Rondi non si farà attendere, ma intanto oggi il Festival va avanti: gli occhi sono puntati su Takashi Miike (intervista esclusiva nel video in alto), autore giapponese ammiratissimo da Quentin Tarantino, che presenterà il suo “Il canone del male”, che stando alle indiscrezioni promette grand-guignol a palate.

Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!