Quarto Grado- Il caso di Yara e i sospetti su un complice

Quarto Grado è tornato ad occuparsi dell’omicidio di Yara Gambirasio per lanciare un novo interrogativo: “E se l’assassino della ragazza avesse avuto un complice?”. Al momento le indagini sono alla ricerca dell’identità di “Ignoto 1”, il cui DNA è stato ritrovato sulle mutandine di Yara: si tratta di un figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni, autista della Bergamasca deceduto nel 1999. Mentre si pensa che “Ignoto 1” sia l’assassino di Yara, non è da escludere che un altro individuo abbia partecipato all’omicidio. Gli uomini della polizia scientifica hanno infatti individuato un DNA maschile diverso da quello di “Ignoto 1”, isolato sul pollice del guanto sinistro della ragazza. Questo secondo profilo genetico appartiene probabilmente ad un complice, che però non fa parte della cerchia di conoscenti della vittima: il confronto con gli oltre 14mila campioni raccolti durante le indagini non ha infatti prodotto alcun risultato.

Secondo gli investigatori, questa seconda persona avrebbe aiutato l’assassino a caricare con forza Yara su un mezzo: infatti è stato accertato che la piccola di Brembate non si è mai allontanata volontariamente con uno sconosciuto. L’inviato Giorgio Sturlese Tosi ha precisato che “il reperto trovato sul guanto era talmente esiguo da non poter neanche stabilire se appartenesse a un italiano o a uno straniero”. Ma soprattutto Sturlese Tosi ha riportato quanto filtrato dagli ambienti investigativi: poiché la sera del 26 novembre faceva estremamente freddo, è  probabile che Yara avesse indossato i guanti all’uscita dalla palestra; poiché le mani sono per chiunque il primo strumento di difesa, è probabile che il guanto in questione sia entrato in contatto con l’aggressore. Infine altro elemento da non trascurare è la testimonianza di alcune persone di Brembate, che hanno dichiarato di aver visto, nel giorno della scomparsa di Yara, due persone sospette proprio in via Rampinelli, dove abitano i Gambirasio