Festival di Roma: la critica boccia Lucarelli, oggi tocca a Placido e Greenaway

Una domenica piovosa non è esattamente una benedizione per il Festival di Roma: red carpet inzuppato d’acqua e sfilate annullate (soprattutto quella dei russi di “Spose celesti dei mari della pianura”) rendono un po’ mesta la seconda giornata della kermesse romana. Ma dopotutto è un festival cinematografico, e alla fine ciò che conta sono i film. Grande atteso nella giornata di ieri era l’esordio cinematografico di Carlo Lucarelli, scrittore, autore e conduttore televisivo, che ha portato sul grande schermo “L’isola dell’angelo caduto”, thriller tratto dal suo omonimo romanzo. La pellicola – ambientata nel 1925 in una colonia penale fascista, dove torbidi intrecci tra satanismo e militari senza scrupoli danno vita a un inquietante racconto – non ha però convinto la critica, che ha lasciato anche partire qualche (forse eccessivo) fischio di disapprovazione. Lucarelli, però, che è autore di livello ma anche uomo umile e onesto, si è preso le sue responsabilità: “Ho fatto il film che volevo. Se ci sono troppe cose e sono pasticciate è colpa mia“. In fin dei conti, è comunque questione di gusti, e chissà che non sia il pubblico a premiare questo lavoro, che il regista ha definito un “thriller gotico surreale“.

Placido e Greenaway – La giornata di oggi prevede importanti proiezioni. Alle 17 si attende il ritorno di Pappi Corsicato, in concorso con “Il volto di un’altra”, seguito alle 19,30 da “Le guettuer” (“Il cecchino”) di Michele Placido, con Luca Argentero e Violante Placido. Stasera invece sarà il turno di “Marfa Girl”, attesa pellicola del regista americano Larry Clarke. Ma gli occhi sono puntati anche sull’auteur britannico Peter Greenaway, che fuori concorso presenterà “Goltzius and the Pelican Company”, visionaria pellicola ambientata nel XVI secolo, che vede tra gli interpreti anche l’italiano Pippo Del Bono.