I Joy Division rivivono grazie a Peter Hook & the Light (foto)

Ammirare sul palco Peter Hook con i suoi The light è una di quelle esperienze musicali che ti fa andare indietro nel tempo, fino a quegli anni ’80 dove i Joy Division, felicemente responsabili del passaggio dal punk alla new wave, aprivano la strada agli artisti rock dei giorni nostri. E non è una di quelle operazioni commerciali con l’unico scopo di racimolare quattrini (nonostante Bernard Sumner, ex membro della band, la pensi proprio così), bensì la proposta musicale di chi, proprio come Peter Hook, bassista nonché co-fondatore della band, ha vissuto quegli anni in prima linea. Ian Curtis è morto più di trent’anni fa, ma i brani di “Unknown Pleasures” (pubblicato nel 1979) e di “Closer” risuonano ancor oggi attuali ed è straordinario come una band vissuta praticamente solo due anni sia riuscita a lasciare un segno così importante nella storia del rock.

Ad ospitare l’ultimo concerto italiano del tour dell’artista inglese è il Live Club di Trezzo sull’Adda, alle porte di Milano. In apertura è la volta dei Vidi Aquam, storico gruppo dark wave milanese, sulla scena del 1994. Mentre il pubblico prende posto nel locale, cresce anche l’attesa per il concerto di Peter Hook.
Poco dopo le 22 e 30 è quindi il momento dell’ex bassista dei Joy Division. Onstage, ad accompagnarlo in questo viaggio nel tempo, ci sono Jack Bates al basso, Nat Wason alla chitarra, Paul Kehoe alla batteria e Andy Poole alle tastiere.
Era un ragazzino Hook quando con la sua band suonava nei club inglesi proponendo il tipico suono che ha contraddistinto la musica dei Joy Division. Ora, a cinquantasei anni, si ripropone con la stessa grinta, lo stesso entusiasmo, le stesse emozioni di oltre trent’anni fa. Chi scrive non sa, non può sapere come era stare sotto quel palco durante un loro concerto ma sicuramente Peter Hook sa ancora trasmettere quelle note così belle quanto disperate. Quando sembra che il concerto sia terminato, sulle note di Love will tear us apart, Peter Hook & the Light attaccano con l’ultimo brano, Ceremony, lasciando al termine della canzone l’ex Joy Division solo sul palco con il suo basso. Grande entusiasmo per Hook che toglie la sua t-shirt e la lancia verso il pubblico, salutando così il pubblico italiano.

Fotografie di Pier Luigi Balzarini