Primarie centrosinistra: il confronto come test di telegenia

Comunque la si pensi, il confronto tv andato in onda ieri sera tra i 5 candidati alle primarie di centrosinistra è stato una novità. Una pagina di televisione diversa, incardinata sull’inedita immagine del politico-concorrente, alle prese con gong e capacità di sintesi. Diciamolo subito: il contesto si adattava perfettamente alle caratteristiche di Matteo Renzi, che nei secondi concessi per rispondere a domande impegnative, si è mosso con abilità, consegnando slogan ad effetto capaci di strappare l’applauso.

Chi ha, invece, faticato a inserirsi nella cornice del format è stato Nichi Vendola. Oratore brillante e appassionato, il leader di Sel è raramente riuscito a concludere agevolmente il suo pensiero entro i limiti di tempo imposti, perdendosi in preamboli che – per quanto affascinanti – non gli hanno spesso consentito di intrattenersi sul “cuore” delle questioni e hanno  rinforzato l’immagine dell'”acchiappa-nuvole” (come si è autodefinito sul finale) con scarso appeal sugli elettori più disincantati. A metà strada il prudente Pier Luigi Bersani, che tra metafore e “lessico familiare” è riuscito a centrare sempre l’argomento, pur senza scaldare troppo il cuore degli spettatori.

L’unica presenza femminile sul palco, Laura Puppato, ha dato prova di serenità, eleganza e compostezza. La meno popolare tra i candidati alle primarie, ha tentato di recuperare lo svantaggio mediatico con i competitors puntando sulla chiarezza e sulle proposte eco-friendly, insistendo molto sui risultati centrati con successo da sindaco di Montebelluna. Nessuna difficoltà, infine, per Bruno Tabacci, che ha saputo padroneggiare perfettamente il mezzo consegnando l’immagine di un politico fermo e spigliato.

Se analizzato come test di “telegenia”, insomma, il confronto di ieri sera ha confermato i sentori della vigilia. Con le sue regole da talent-show e i suoi ritmi sincopati, non poteva che incoronare il più mediatico dei concorrenti. Ma per testare le reali capacità di governo, la credibilità politica e l’efficacia dei programmi bisognerebbe forse allestire un’altra trasmissione. Con timing meno ansiogeni e contenuti più elaborati.