San Giorgio a Cremano: Vincenzo Cotugno ucciso in pieno centro

In pieno giorno e nel centro del paese. Ecco come è morto, per mano di un killer, Vincenzo Cotugno. Questa mattina, infatti, a San Giorgio a Cremano, un paese in provincia di Napoli, in una delle vie del centro, per l’esattezza in via Cavalli di Bronzo, l’omicidio di Cotugno ha creato panico fra i presenti che si recavano a fare la spesa, e bere un caffè, o ad accompagnare i propri figli nella scuola media ed asilo De Filippo situato a pochi metri dalla sparatoria.

I fatti. Mentre gli inquirenti continuano ad indagare sull’accaduto, cercando di raccogliere tutti le versioni dei presenti, si apprende che due killer, con indosso un casco integrale, a bordo di uno scooter, agendo con grande rapidità, si sono dapprima avvicinati sul mezzo fino giungere a pochi metri dalla stazione della Circumvesuviana e della scuola media e asilo, poi, uno dei due è sceso dal motorino e ha raggiunto velocemente la vittima freddandolo con cinque o sette colpi d’arma da fuoco. Secondo alcune voci i due killer avrebbero avuto un complice, una terza persona messa a fare da palo pronta a riferire i possibili cambi improvvisi nel solito tragitto di Cotugno. Non è ancora ben chiaro, però, se il killer abbia raggiunto Cotugno mentre quest’ultimo era fermo davanti al bar pasticceria Apollo 16 per parlare con un conoscente o se Cotugno, accortosi di qualcosa di strano abbia tentato di nascondersi fra le macchine ma sia comunque stato freddato all’altezza del bar. Da successiva indagini è però emerso che la vittima, un 48 enne originario di Casoria, residente a San Giorgio ma domiciliato a Casalnuovo e figlio di un garagista del rione, aveva precedenti penali per estorsione.

Panico per alunni e residenti. Visto che l’attentato è avvenuto nei pressi di una scuola, per evitare che i bambini e i ragazzi passassero vicino alla scena del crimine, si è pensato di deviare l’uscita del plesso scolastico e lasciar  così lavorare i carabinieri. Per cercare, invece, di far coraggio ai diversi paesani spaventati che si sono nascosti nei palazzi e nei negozi limitrofi è intervenuto il sindaco che, sconvolto,  ha dichiarato: “non e’ una città dove avvengono abitualmente omicidi e la camorra l’abbiamo sempre tenuta molto lontana dai nostri territori. Ho parlato con le forze dell’ordine e con i cittadini presenti sul posto. Il nostro Comune non e’ un luogo di faide o camorra e lo difenderò con tutte le mie forze da qualsiasi forza criminale esterna. Ho già convocato una giunta straordinaria per avanzare al Prefetto di Napoli alcune proposte per migliorare la sicurezza ed il controllo del nostro territorio”, ma voci contrarie vedrebbero, invece, il San Giorgio come il centro di alcune attività  del clan camorristico degli Abate.