Atalanta, indagine sul tifo violento: a processo in 147, c’è il Bocia

L’inchiesta per associazione a delinquere è chiusa, si va verso il maxi processo. Carmen Pugliese, sostituto procuratore di Bergamo, si appresta a rinviare a giudizio 147 persone a seguito delle indagini sul tifo violento che, nel febbraio dell’anno scorso, hanno coinvolto gli ultrà dell’Atalanta. Tra gli indagati figura il leader dei tifosi della Curva Nord, Claudio Galimberti detto il Bocia, ma non solo. Nel lungo elenco di nomi fatti dalla Procura, infatti, ce ne sono due che balzano all’occhio: quello di Daniele Belotti, ex assessore regionale ed ex segretario provinciale della Lega Nord di Bergamo, e quello di Alberto Maffi, sindaco leghista di Gandosso. I fatti contestati si riferiscono a diversi episodi che hanno coinvolto i tifosi nerazzurri tra il 2006 e il 2011.

L’assalto alla Berghem Fest – Tra questi, i violentissimi scontri con gli ultrà del Catania del settembre 2009 – dei 147 indagati, 55 sono etnei -, i disordini del dicembre dello stesso anno con i tifosi dell’Inter e, in particolare, l’assalto alla Berghem Fest di Alzano, datata agosto 2010. In quella circostanza, alla presenza di Roberto Maroni, Giulio Tremonti e Roberto Calderoli, alcune centinaia di ultrà dell’Atalanta – radunatesi per protestare contro la tessera del tifoso voluta dallo stesso Maroni, allora Ministro dell’Interno – misero a ferro e fuoco la manifestazione leghista, provocando il ferimento di di due agenti di polizia e incendiando un’auto dei Carabinieri, una della polizia locale e altre tre vetture.

Strane connivenze – L’intenzione della Procura non è soltanto quella di punire i colpevoli di tali gesti, ma anche quella di attaccare i singolari rapporti che intercorrono tra i tifosi, l’Atalanta e il mondo politico di Bergamo. In questo senso va inquadrata la figura di Belotti, accusato di concorso esterno in associazione a delinquere. Stando a quanto afferma il sostituto procuratore, l’ex assessore regionale aveva un legame particolarmente stretto con gli ultrà del club orobico e, soprattutto, con Galimberti – il Bocia, leader della Curva Nord, uno dei sei accusati di associazione a delinquere finalizzata ad atti di guerriglia. Diversa, ma non meno delicata, la situazione di Maffi: secondo la Procura, il primo cittadino di Gandosso avrebbe fatto da “sentinella” per i tifosi durante i tafferugli, avvertendoli dell’arrivo della Polizia. Al momento, come prevedibile, ha smentito ogni accusa.