Giannino: Ecco i sei punti che ci allontanano da Montezemolo

In un’intervista rilasciata ieri a The Fielder, il promotore di “Fermare il declino”, Oscar Giannino, è tornato sulla momentanea “separazione” politica con Luca Cordero di Montezemolo“Ci sono sei punti sui quali non concordiamo”, ha spiegato il giornalista, che non ha però definitivamente chiuso a un “ritorno di fiamma”.

Da quando la supporter di Nichi Vendola – selezionata nel corso del confronto tv per le primarie per rivolgere una domanda a Matteo Renzi – ha “storpiato” il suo cognome in Giannetto, l’eclettico economista non ha smesso di riderci su. Lo “svarione” dell’emozionatissima vendoliana lo ha, anzi, spinto a cavalcare l’onda del “tormentone”: “Da oggi non mi chiamo più Giannino, ma Giannetto”, ha ironizzato sul web, contribuendo (anche se solo per poco) ad allentare la tensione sul faccia a faccia televisivo più “vivisezionato” degli ultimi tempi.

Battute a parte, Oscar Giannino è ieri tornato a porre l’accento su alcuni punti della piattaforma programmatica di “Fermare il declino”, rifiutando l’etichetta di movimento “elitario” che gli viene spesso affibbiata. Non vogliamo certamente essere un movimento per pochi ‘eletti’ – ha dichiarato l’economista a The fielder – ma ci rivolgiamo a tutti quegli italiani che come noi sono stanchi della vecchia classe dirigente”. E “pungolato” sull’allontanamento da Luca Cordero di Montezemolo che, con la sua Italia Futura e altre sigle dell’associazionismo moderato, ha dato vita a un manifesto intitolato “Verso la Terza Repubblica”“Fermare il Declino – ha spiegato Giannino – ha deciso di non firmarlo perché non prende in considerazione degli elementi che per noi sono fondamentali”.

Più precisamente: “Da come è stato possibile leggere nel comunicato dei promotori – ha continuato il giornalista – i punti sui quali non concordiamo sono sei: nel manifesto non si parla di taglio alla spesa, di riduzione del debito tramite privatizzazioni e liberalizzazioni, di selezione democratica dei leader, di meritocrazia nella pubblica amministrazione e nella giustizia, di concorrenza nella sanità e nell’istruzione”. Sei punti che – stando a quanto dichiarato poco dopo dallo stesso Giannino – non rappresentano però un ostacolo insormontabile. “Sinceramente non mi sento di affermare che i rapporti con Italia Futura siano chiusi – ha puntualizzato l’economista – Siamo sempre disposti a collaborare e, se decideranno di aprire un dialogo, a me può fare solo piacere”.