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Inter, salta l’accordo coi cinesi?

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Cina sì o Cina no? Questa è una delle domande che, secondo l’agenzia Radiocor, rimbalza con più insistenza dalle parti di via Durini. L’accordo fra Inter e gli ormai famosi investitori cinesi pare aver subito un brusco arresto. Alla base dei problemi incontrati ci sarebbero aspetti burocratici: per poter rendere esecutivo ed attuabile l’accordo, che prevede l’ingresso dei cinesi come azionisti secondi solo alla famiglia Moratti, i suddetti asiatici hanno bisogno di 5 autorizzazioni che devono arrivare dal paese di provenienza (ministero del Commercio, Ufficio Cambi, National Development and Reform Commission, Sasac e Consob locale). Queste autorizzazioni tardano ad arrivare ed il tutto è fermo.

Perplessità – Alla base delle mancate autorizzazioni c’è, forse, la perplessità nei confronti del tipo di investimento, che prevede la partecipazione al ripianamento annuale dei debiti e la costruzione di un nuovo stadio di proprietà entro il 2017. A settembre Massimo Moratti aveva annunciato che, nonostante la trafila burocratica complicata, l’affare si sarebbe fatto entro fine anno. Gazzetta.it riporta inoltre alcune fonti vicine all’ambiente nerazzurro: “La trattativa è già stata fatta e messa nero su bianco in un contratto vincolante, tuttora valido e firmato lo scorso agosto“. Pare quindi che ormai un accordo vincolante ci sia, ma ancora non è chiaro come questo possa diventare esecutivo.

Modalità – “La parte complicata dell’operazione, aggiungono le stesse fonti, è l’esecuzione e per questo si stanno cercando modalità coerenti con le norme cinesi e le esigenze del club. Stiamo tuttora lavorando per trovare una soluzione, anche se è chiaro che i tempi richiesti non sono quelli che ci si augurava“, riporta Radiocor. Una doccia fredda per tifosi e club nerazzurri, che già vedevano nuovi capitali disponibili ed un nuovo stadio in breve tempo. Invece bisognerà attendere ancora, nella speranza che la situazione si possa sbloccare.