Politica e omofobia: Vendola nel mirino

Si chiama Di Pietro ma non è il leader dell’Idv fiaccato dall’ultimo scandalo politico. Andrea Di Pietro è un consigliere Pdl del Comune di Vigevano, che da qualche giorno è uscito dall’anonimato per via di un “cinguettio” consegnato a twitter. Durante il confronto tv tra i 5 candidati alle primarie del centrosinistra, il pidiellino non ha trovato di meglio da fare che postare sul social network un messaggio dal contenuto omofobo indirizzato a Nichi Vendola. Tanto quanto basta a scatenare le reazioni stizzite (e un po’ ipocrite) della politica, che sempre più spesso inciampa in manifestazioni di presunta “guasconeria” e di scarsa civiltà.

“Vendola è tanto viscido quanto la vaselina che usa!!” A rinforzare l’impietoso giudizio di Andrea Di Pietro ci sono anche quei due punti esclamativi posti alla fine della sua breve analisi. L’infelice tweet del consigliere di Vigevano ha dato il là a un vero e proprio putiferio sulla Rete. Una sollevazione, che ha spinto lo stesso Andrea Di Pietro ad affilare ulteriormente le armi dimostrando che quello dell’omofobia potrebbe non essere il suo problema principale. Nel difendersi dalla valanga di commenti postati da  gay risentiti: “Siete voi i primi che dovete il rispetto alle persone che non hanno la vostra tendenza – ha scritto trasferendosi su facebook – Cosa volete farmi adesso per una semplice battuta? Volete GIUSTIZIARMI IN PIAZZA?!? Se siamo nel 2012 come dite voi, dovete capire che molte persone non sono come voi ed anno (sic!) diritto a fare una battuta”. Con buona pace della grammatica e della sintassi italiana.

Ma lo “scivolone” di Andrea Di Pietro – che sarebbe forse più corretto bollare come l’ennesima dimostrazione di una ristrettezza culturale imperniata sulla convinzione che la battuta triviale può ottenere ampi proseliti – non è che l’ultima prova di involuzione politica. Nel mirino il solito leader di Sel, Nichi Vendola, che poche settimane fa, durante la sua partecipazione a un programma sulla 7, è stato “freddato” per aver sconfessato la figura politica di Tony Blair. A gridare vendetta per il britannico osannato da Matteo Renzi è stato l’assessore Pd del Comune di Ferrara, Luigi Marattin: “Nichi, per usare il tuo linguaggio – ha scritto il “renziano” – ma va a elargire prosaicamente il tuo orifizio anale in maniera totale e indiscriminata”. Per correttezza d’informazione, va aggiunto che Marattin ha poi chiesto scusa al governatore pugliese, intonando pubblicamente il mea culpa, ma a suo demerito resta l’onta di un’accusa mossa all’avversario, con molto poco fair play, sul terreno della sessualità.

E non finisce qui: lo scorso settembre, nel corso di un’accesa discussione alla Camera, il deputato del Carroccio, Alberto Torazzi, è così intervenuto: “Vendola ha detto che quelli della Lega sono miopi. Invece lui ci vede così bene che nel mezzo di una crisi tremenda, che colpisce anche la sua regione, la cosa più intelligente che ha pensato di dire è che ci vogliono più diritti perché lui è innamorato e si vuole sposare. Allora – ha continuato il leghista con un beffardo sorriso sul viso – siccome siamo fondamentalmente buoni, auguriamo al presidente Vendola tanta felicità e che possa presto rimanere incinta, lui o la sua dolce metà, in modo da coronare il suo sogno d’amore“. Gli applausi strappati a conclusione della sua “filippica” (anche se da parte di ridotto numero di “onorevoli”) restano la prova lampante di quanto questo Paese, in termini di civiltà, debba ancora recepire.