Riassunto Ballarò del 13 novembre: Crozza, le primarie e un bilancio sul governo Monti

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:03

È come sempre Maurizio Crozza ad aprire la puntata settimanale di Ballarò, con una copertina ispirata (come poteva essere altrimenti?) al dibattito dei candidati alle primarie del centro-sinistra. Uno ad uno, Crozza ha ironizzato sulla coalizione (“Chi è uscito vincente dal confronto? Bè, Grillo avrà guadagnato un buon 20%!“) e sui punti deboli di tutti i candidati. Inevitabile il riferimento al manifesto del Pd, che prima del confronto sugli schermi di Sky ha ritratto i cinque candidati come i Fantastici 4 (più Tabacci nei panni di Silver Surfer). “E pensare che una volta il manifesto glielo faceva Marx“, ha commentato il comico genovese. Non è mancata la stoccata finale ad Antonio Di Pietro – con cui Crozza già aveva avuto una diatriba, per alcune frasi pronunciate nel corso di “Crozza nel Paese delle meraviglie” – nel giorno in cui è arrivato l’arresto per un esponente Idv, il Consigliere Regionale del Lazio Vincenzo Maruccio, per appropriazione indebita di fondi pubblici (spesi in parte al videopoker).

Bilancio sull’attività di Governo – La puntata di Ballarò si è concentrata soprattutto sulle imminenti primarie del centro-sinistra e sul bilancio dell’attività del Governo tecnico a un anno dall’insediamento. Ospiti in studio tra gli altri: il governatore della Regione Puglia nonché leader di Sel Nichi Vendola, l’esponente del Popolo della Libertà Guido Crosetto, il viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Michel Martone, l’editorialista del quotidiano La Repubblica Concita De Gregorio. Condivisa la preoccupazione sui dati relativi a perdita del potere di acquisto degli italiani e sul debito pubblico, che dall’inizio del 2012 è aumentato di 88 miliardi di euro, fino ad arrivare alla fine del mese di settembre a 1995 miliardi di euro – confermandosi il terzo debito al mondo. Vendola e Crosetto hanno poi espresso perplessità sul Governo Monti, colpevole di non aver investito ma solo tagliato (Passera ieri ha annunciato altri 4028 licenziamenti nella pubblica amministrazione) gravando soprattutto sulle nuove generazioni. A replicare per il Governo c’era Michel Martone, ma a quanto pare i giovani non hanno molto condiviso: stamattina il suo nome è diventato un hashtag molto diffusa su Twitter. Evidentemente molti non hanno apprezzato che a parlare di merito fosse una persona nata già con l’investitura del privilegio.

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