Roma 14n, verso Montecitorio: “Non ci rappresentano più”

Le tristi notizie degli scontri sul lungotevere romano fanno da brutto contraltare alla situazione di Piazza Venezia, dove non meno agguerriti ma del tutto pacifici studenti ed esponenti dei Cobas gridano dai megafoni tutto il loro dissenso, nell’ambito dello sciopero generale europeo contro la crisi, identificato con la sigla “14n” (14 novembre) . La manifestazione solo in Italia ha coinvolto 80 città.  “E’ vero che non ci rappresentano più – tuonano i megafoni dei sindacati – e noi siamo tenuti ad andare a dirglielo,  ma con grande tranquillità”. L’obiettivo finale è Montecitorio, anche per non provocare ulteriori problemi di viabilità nella capitale. Un funzionario è stato inviato a piazza Montecitorio, già gremita di manifestanti, con il compito di chiedere l’autorizzazione di far confluire alcuni dei manifestanti di Piazza Venezia, sede del Presidio, davanti al Parlamento.

Studenti e Cobas insieme. L’autorizzazione poco dopo è giunta, ma non da parte del funzionario, bensì tramite “inviati in bicicletta”; cento persone alla volta, senza bandiere e a seguire, forse, gli altri, sempre e comunque scaglionati. Ad andare saranno i lavoratori di Civitavecchia. Intanto incalzano i cori “Chiediamo democrazia, ma ci danno soltanto polizia”, che come è ovvio deve fare il suo lavoro e presidia la zona, evitando che attraverso vicoli secondari i manifestanti raggiungano Montecitorio in numero maggiore rispetto a quello previsto.Fioriscono le iniziative spontanee di studenti, che si muovono all’unisono e intonano cori, ripresi dagli altri manifestanti, contro crisi, tagli e austerity, soprattutto quest’ultima vista come la via più sbagliata.

Regna la  solidarietà. Cortei di diversa natura s’incrociano in piazza, una signora cerca tra la folla il marito che ha perso di vista, aiutata dagli appelli pubblici. Esiste infatti una sorta di controllo sociale benevolo interno alla manifestazione. Non c’è solo la voglia di protestare, c’è anche un persistente spirito di solidarietà, che porta ad avere una maggiore attenzione per i manifestanti più anziani, a soccorrere immediatamente chi sviene (ad esempio) per mancanza d’aria, ad invitare all’utilizzo dei bar della piazza, vista l’impossibilità di abbandonarla, a ricompattare i gruppi turistici che, nella maggior parte dei casi, hanno espresso la loro solidarietà alla causa transnazionale.

(Inviata sul posto: Sandra Korshenrich)