Grillo ancora contro Salsi e Favia

Beppe Grillo non ci sta, e nonostante la fiducia accordata ai due consiglieri eretici del suo Movimento 5 Stelle nelle assemblee dei militanti, in cui Giuseppe Favia e Federica Salsi avevano rimesso il proprio mandato in attesa di una valutazione sul proprio operato, valutazione ritenuta largamente positiva dal voto nelle suddette assemblee, attacca ancora i dissidenti con un messaggio al vetriolo apparso sul suo blog.  “I giornalisti insistono con la fiducia a questo o a quell’altro esponente del M5S data con l’applausometro o con il voto per alzata di mano di poche decine di persone, la cui l’iscrizione al M5S non viene certificata formalmente”. Grillo ricorda che “i ragazzi del M5S da sempre si riuniscono per discutere con i loro portavoce, ma la fiducia va gestita in modo formale. Non siamo all’asilo mariuccia, cari pennivendoli”.

Attacco. Continua perciò l’attacco frontale contro le voci contro che si erano sollevate in questi ultimi mesi all’interno del M5S circa il tema della democrazia interna. In questo senso la posizione di Grillo si fa contraddittoria. Se da una parte è il primo ad esortare i cittadini ad assumersi la responsabilità in prima persona nello scendere dentro l’agone politico per cambiare le cose, dall’altro esercita una funzione, dentro quello che si ostina a non chiamare partito ma di fatto lo è, che ci appare molto più pronunciata rispetto a quella del semplice portavoce. In ciò nei fatti se non nelle intenzioni, non differisce di molto dai numerosi partiti padronali che hanno animato e ancora animano la nostrana scena politica. Il tema della democrazia interna crediamo si risolverà nel momento in cui il M5S assumerà una struttura più definibile rispetto a quello che è oggi. Quando insomma uscirà dalla rete per entrare a pieno titolo nel gioco democratico, proponendosi di confermare, alla prova dei fatti, gli elementi di innovazione che da più parti gli sono riconosciuti.