Niente alcol in gravidanza per avere bimbi intelligenti

Per portare a termine certi studi ci vuole parecchio tempo e nonostante gli anni passino non è detto che la ricerca non stia progredendo. Lo sanno bene studiosi e scienziati dell’Università di Oxford e di Bristol, in Gran Bretagna, ricercatori guidati da Ron Gray, professore della Oxford University che insieme ai due team, dagli anni novanta ad oggi, ha lavorato con le donne in dolce attesa per poter correlare fra loro la variabile dell’assunzione di alcol durante la gravidanza e la variabile comprendente l’effettiva intelligenza dei nascituri. Qualche bicchiere di vino di troppo potrebbe, infatti, mettere a serio rischio l’intelligenza del pargolo.

Lo studio. Studiosi e scienziati che hanno lavorato a questo progetto hanno in primis attinto dai dati dello studio ALSPAC, uno studio condotto in Inghilterra atto ad individuare quali fattori ambientali potessero influire sulla salute infantile e poi calcolando le variabili indipendenti e provando a raccogliere tutti le variabili impensabili che comunque potevano incidere sui risultati ottenuti hanno formulato la loro tesi e le loro ipotesi e si sono messi a osservare, raccogliere dati e analizzare quanto, pian piano, emergeva per giungere, infine, a pubblicare i risultati finali su PLoSONE, sconsigliando così il consumo di bevande alcoliche a tutte le donne incinte. In primis si è preso in esame un gruppo di ben quattro mila madri e  un gruppo di oltre quattro mila bambini e con un metodo che gli stessi protagonisti hanno dichiarato essere quello della randomizzazione mendeliana, metodo scelto soprattutto per cercare di evitare di incappare in troppi errori anche a causa delle troppe variabili che potevano interferire, si è proceduto ad individuare le  modifiche genetiche nei geni deputati a metabolizzare l’alcol per collegarle al quoziente di intelligenza dei nascituri. Durante la gravidanza le mamme hanno dovuto compilare alcuni questionari dove le bevitrici di appena un bicchiere sono state classificate ed etichettate come drinking during pregnancy e le bevitrici pesanti sono state escluse. Le due variabili si sono fatte subito riconoscere, cioè, per lo stretto legame che intercorreva fra loro in quanto se vi era una variazione genetica si riscontravano, quasi automaticamente, due punti di quoziente intellettivo in meno. Come si misura tale QI? Come fanno dei neonati a palesarlo? Beh i ricercatori, proprio per questo motivo, hanno dovuto raccogliere i loro dati, avanzare le loro ipotesi durante il passare degli anni. I bambini, infatti, sono stati sottoposti al rilevamento attraverso la Wechsler Intelligence Scale for Children solo al compimento degli otto anni di età.

Le conclusioni. Rendendo noto, oltretutto, che nessuno voleva studiare gli effetti collaterali di un’assunzione in dosi massicce di alcool durante la gravidanza è bene sottolineare come i ricercatori siano arrivati ad annunciare a tutte le donne, ma soprattutto a tutti i futuri genitori, come possa bastare anche un solo bicchiere a settimana per mettere al mondo un figlio con un quoziente intellettivo inferiore rispetto alla media in quanto l’alcol influisce in maniera molto evidente sullo sviluppo celebrale del feto.