The Twilight Saga – Breaking Dawn parte 2: è la fine di un’epoca

Game over. Ieri mercoledì 14 novembre si è consumato il dramma (ci si passi il termine, adeguatamente contestualizzato) per migliaia di adolescenti del Bel Paese. Con l’approdo nelle sale di “Breaking Dawn parte 2” si conclude definitivamente (a meno di clamorosi colpi di mano ad opera della produzione) la saga di Twilight.
Giù il sipario dunque: niente più occhioni della bella Bella (impossibile resistere all’ovvio trick sintattico, n.d.r.), addio alle appassionanti disfide fra l’algida bellezza di Edward e la pulsante fisicità di Jacob, fine dei duelli fra licantropi, lupi e altre misteriose creature mutevoli.

Squadra che vince non si cambia, e gli 1.7 milioni di euro fatti registrare al botteghino nel primo giorno di programmazione sembrano confermare l’antico adagio; Bill Condon non si discosta di molto (anzi, non si discosta affatto) dall’ habitus dei precedenti episodi, giostrando con maestria le tre superstar Robert Pattinson-Edward, un must la sua monoespressione col labbro sollevato in posa sornion-inebetita, Kristen Stewart-Bella, alla cui l’ormai conclamato vampirismo non sottrae fascinosità, e Taylor Lautner-Jacob, che trascina in estasiati sospiri il pubblico femminile sfilandosi la maglietta con la prima scusa utile.
Per l’occasione, certamente di quelle importanti, vengono introdotti una serie di nuovi personaggi dal mood licantropesco, in una sorta di consesso internazionale dei succhiasangue: una delle idee più interessanti di tutti i 116 minuti.

Ad ogni modo, l’ultima pagina della saga, come i restanti del resto, si lascia vedere piacevolmente. Il romanticismo di fondo della storia, che tanti giovani ha immedesimato nella tenera storia impossibile tra un’umana e un vampiro, si fonde con frangenti quasi da action movies. Certo, non manca un abbondante spruzzata di mielose sdolcinature, ma è il surreale clima da amore bello e dannato il leit motiv, a ragion veduta. L’applauso finale del pubblico in sala (non si ricorda dai tempi del ‘Re Leone’, n.d.r.) mette i puntini sulle i: il cerchio si è chiuso, tutto è andato per il meglio. Non ci resta che sfogliare all’indietro le pagine dei ricordi. Per un ultimo, lunghissimo, sospiro.