Pdl: Berlusconi lascia o raddoppia?

L’indiscrezione l’ha lanciata ieri La Repubblica e ha subito creato scompiglio, tanto da meritarsi una tempestiva smentita da Palazzo Grazioli e dalla diretta interessata. Ma andiamo con ordine: secondo il quotidiano diretto da Ezio Mauro, l’ex premier Silvio Berlusconi starebbe pensando da qualche tempo alla possibilità di affidare il “timone” del Pdl alla figlia Marina. Tanto quanto basta a far scoppiare una “bomba”, che ha spinto alcuni frettolosi pidiellini (come Ignazio La Russa) a manifestare scetticismo sulla possibile candidatura dell’imprenditrice. Ma a sbugiardare ogni cosa è stata uno nota diramata ieri da Palazzo Grazioli (residenza romana del Cavaliere) e dalla stessa Marina.

“Non ho mai pensato a un impegno in politica – ha dichiarato la presidente di Fininvest – La leadership in questo campo non si può trasmettere per via ereditaria o per investitura dinastica“. Parole che avrebbero dovuto fugare ogni dubbio, ma così non è stato. Stando alla versione dei beninformati, infatti, Berlusconi padre e figlia starebbero soltanto temporeggiando, in attesa di analizzare i risultati dell’ultimo sondaggio commissionato per l’occasione. Se i numeri dovessero certificare ciò che l’ex premier si aspetta, ovvero che solo un altro Berlusconi sarebbe capace di riconquistare i delusi, l’imprenditrice – sostengono sempre i beninformati – potrebbe annunciare il suo “debutto” in politica assicurando longevità alla “casata”.

Congetture, suggestioni, destinate a fare da contorno alla crisi del Pdl. In qualsiasi modo la si voglia pensare, resta da riconoscere la difficoltà dell’ex premier a farsi da parte. Il Cavaliere sembra, anzi, intenzionato a giocare una nuova partita sul tavolo della politica nazionale. Una partita che potrebbe indurlo a tornare personalmente in campo o a puntare su una “successione” sicura, in nome degli ingenti capitali investiti (prima in Forza Italia e poi nel Pdl) che gli hanno procurato la “fedeltà” di molti. Fin quando a quel tavolo non si siederà un giocatore valido (e altrettanto ambizioso), è difficile immaginare che Berlusconi possa lasciare.