Primarie centrosinistra: lo sgambetto del renziano a Bersani

A meno di 10 giorni di distanza dalla competizione che incoronerà il leader del centrosinistra, i candidati affilano le armi. Il “telegenico” Matteo Renzi ha fatto tappa ieri alla Stazione Leopolda di Firenze, dove animerà una tre giorni ricca di eventi e di ospiti. E di promesse, sintetizzate nell’accattivante slogan: “Viva l’Italia viva”, con sottotitolo “scippato” al presidente americano: “Il meglio deve ancora venire”.

Ad aprire la kermesse sono stati (tra gli altri) il professor Pietro Ichino, estensore della parte del programma di Renzi inerente il lavoro, e Davide Serra, l’imprenditore che organizzò la cena a porte chiuse tra il sindaco di Firenze e molti “pezzi da novanta” della finanza italiana. Ma a intervenire è stato anche Roberto Reggi, l’infaticabile organizzatore della lunga campagna elettorale del “rottamatore”, che non ha resistito alla tentazione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa.

Mirando verso il segretario del Pd: “Con il contributo dei 5, 10 euro dei cittadini – ha spiegato Reggi – è possibile fare una politica buona, rinunciando a contributi significativi che poi ti possono mettere in difficoltà quando governi. Per questo noi rinunciamo a grandi contributi, come quello della famiglia Riva, proprietaria dell’Ilva – ha puntualizzato il “renziano” – e chiediamo al segretario Bersani di rinunciarci anche lui e di chiedere alla famiglia Riva di destinare quei soldi alla bonifica dell’Ilva di Taranto”.

Uno “sgambetto” bello e buono, quello di Reggi, che ha (ben) pensato di raddoppiare l’attacco: “Le regole delle primarie mettono a rischio la partecipazione e si prefigura un caos totale – ha dichiarato – Bersani ha detto massima partecipazione, ma poi ha dato mandato ai suoi scagnozzi di renderla molto meno possibile”. Il sentore è che, sondaggi alla mano, nell’entourage del “rottamatore” stiano approntando la strategia da tenere nel rush finale. Il distacco tra Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani avrebbe, infatti, spinto i promoter del “rottamatore” ad ottimizzare gli sforzi riservando all’unico temibile competitor (il segretario appunto) gli attacchi più ficcanti.