Rosy Abate e la rivincita dei cattivi

Rosy Abate e la rivincita dei cattivi. Sta succedendo qualcosa di davvero strano nella nostra tv. Dati di ascolto alla mano quello che possiamo notare è come le due serie tv degli ultimi tempi siano L’Onore e il Rispetto e Squadra Antimafia. Cosa hanno in comune questi due prodotti?  Si ok penserete sono entrambi prodotti Mediaset,  hanno protagonisti belli, ci sono scene di sesso forti, Gabriel Garko è un gran fico e anche Giulia Michelini non scherza. Si d’accordo ma poi…ma poi c’è dell’altro. La cosa sorprendente è che al centro della vicenda ci sono due eroi negativi. Due mafiosi. E non sono i comprimari contro cui il pubblico tifa, ma i personaggi presso cui ci si deve identificare.

Rosy Abate la guerriera. In particolare Rosy Abate è un personaggio femminile atipico. Anche rispetto al moderno scenario criminale. Almeno rispetto a quello che i più si immaginano essere il moderno scenario della criminalità organizzata. Una donna boss infatti non è la prima cosa che viene in mente pensando a una donna di malavita. Di solito nella peggiore delle ipotesi le donne sono relegate a vittime di mariti troppo ingombranti. Invece Rosy è un personaggio che prende decisioni, usa le armi, fa e dispone. Ha le palle. Rosy, ed è la proiezione di come molte donne vorrebbero essere. Almeno all’interno di quello che è il bacino d’utenza primario di fiction come questa. Scolarizzazione bassa, valori legati a principi elementari che vanno di moda da anni nel sottobosco dei valori mai dichiarati e sempre perpretati, quelli di Onore, Rispetto, Dignità che sono parole che in determinati ambienti hanno perso il loro iniziale significato per trovare una risemantizzazione in chiave criminale. Rosy Abate è la paladina di tutte le donne in grado di ribellarsi al sistema, di scegliere per sé una vita  in cui il valore della scelta è ancora affidata a se stesse.