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Salvate il gattile di Treviglio. Ecco i suoi ospiti

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Un gattile è il classico posto dove si lavora tanto (e gratis), ma nessuno lo vede. Non è un canile, che per quanto moderno, rimane necessariamente una struttura aperta. Al gattile spesso viene assegnato un posto sicuro ma che non sempre  è adatto. Treviglio, una delle principali cittadine della provincia di Bergamo, la sua struttura ce l’ha, da ben nove anni. Se ne occupano a turno un  alcuni volontari che, come tanti altri, ogni santo giorno (poco importa che sia Natale o Pasqua) danno da mangiare, somministrano farmaci, puliscono le gabbie e fanno qualche coccola ai mici abbandonati della zona. Tutto questo (e molto altro, come si suol dire), rischia di non esistere più, entro fine anno o poco dopo.

Il rischio chiusura è imminente. Il gattile di Treviglio, dalla sua apertura “non è mai stato a norma” ha spiegato un portavoce della struttura, che durante un pranzo benefico ha illustrato tutte le criticità della situazione, e ora l’Asl vuole chiuderlo. E’ da dire che da parte dell’azienda sanitaria non c’è mai stata né cattiveria né accanimento, anzi, sono passati anni  prima di arrivare ad un punto limite. Le Giunte succedutesi al Comune di Treviglio infatti (quella attuale compresa), avevano più volte ipotizzato il trasferimento in una nuova struttura. Ma c’è di più;  il nuovo gattile poteva (e ancora potrebbe, forse) essere realizzato a costo zero, o meglio, i soldi necessari ce li avrebbe messi un imprenditore locale, intenzionato a costruire contestualmente un cimitero per animali d’affezione.  Le troppe difficoltà ad individuare il luogo adatto e le tradizionali lungaggini burocratiche, tutte italiane, stanno però seriamente mettendo a rischio un sistema che aiuta anche il Comune, oltre che i pelosi felini a quattro zampe. Questi ultimi nella loro sfortuna di essere nati randagi o essere stati abbandonati, hanno avuto la buona sorte di incontrare persone dal cuore d’oro che si occupano di loro con rara dedizione (ogni santo giorno, tanto per essere ripetitivi) .

Funziona in modo perfetto. 250 sterilizzazioni l’anno, un numero di adozioni ancora superiore (circa 300), in una zona d’Italia dove il randagismo (fortunatamente) non è certo il problema più grave e non lo è proprio perchè esistono  strutture come il gattile di Treviglio che, oltre a tamponare una situazione mai del tutto risolvibile, il randagismo cerca  in tutti i modi di prevenirlo. A queste attività si aggiungono, oltre che quella strettamente legata al mantenimento in vita del gattile, la cura di svariate colonie feline dislocate sul territorio, l’ospitalità in “stallo” di gatti (giovani e sani, vecchi e malati), lo svezzamento dei cuccioli che hanno perso la madre. Qualunque volontario seriamente impegnato penserà: beh che c’è di strano? E’ quello che facciamo tutti. Esatto, proprio per questo l’attività va salvaguardata, perchè altrimenti ci sarà qualcuno in meno a svolgerla e quel qualcuno sarà un po’ più triste. Una sorta di coralità involontaria rende infatti tremendamente efficace e gioioso (nonostante le innumerevoli difficoltà) occuparsi di animali abbandonati.  Se il gattile chiudesse, un pezzo di buona umanità non potrà più essere esercitata. Chi condivide la causa, può aderire alla raccolta firme online (esiste anche la versione cartacea) e sostenere economicamente i volontari acquistando il calendario con i simpatici musetti degli ospiti.

Cosa chiedono. Le richieste dei volontari al Comune di Treviglio, che come accennato si era inizialmente dimostrato interessato alla causa sono sostanzialmente due e non appaiono così insormontabili. “Un impegno scritto che certifichi il fatto che tra tot tempo, in quel luogo, sorgerà il nuovo gattile” e “un serio impegno civico atto a sveltire la burocrazia”. Non è ancora chiaro, altrimenti, cosa ne sarà degli attuali ospiti del gattile bergamasco. Sicuramente verranno spostati in un’altra struttura, ma ad esempio, quella dell’Enpa di Bergamo, spiega Giorgio, volontario e portavoce, “è già piena, e comunque appare sottodimensionata rispetto al numero di emergenze che tutti i giorni è costretta ad affrontare“. Gli A-mici pelosi di Treviglio inoltre, stanno bene lì dove sono, come testimoniano foto (di una gabbia con tre inquilini) e video allegati,  la necessità di spostarli, di fatto non c’è. Niente politica, hanno sempre precisato i volontari,  “L’unica bandiera è quella dei gatti” . E speriamo che possa sventolare ancora per molto tempo.

 

 

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