Arezzo in subbuglio per il fantasma del Conte di Cagliostro

Che ci fa il fantasma del Conte di Cagliostro ad Arezzo? Non lo si sa. A differenza di chi, però, ha ipotizzato che l’ectoplasma si sia sbagliato, rischiando di farlo seriamente arrabbiare, e la cosa potrebbe fare paura se si legge la sua vita, apparendo in un quartiere denominato San Leo all’interno della città di Arezzo invece che a San Leo di Rimini dove è morto e dove è stato sepolto nel più totale abbandono, forse sarebbe meglio pensare che l’eterea presenza volesse visitare la città. Se la nostra curiosità, però, dovesse crescere è bene sapere che i gostbusters o meglio gli studiosi di fenomeni paranormali della National Ghost Uncover, guidati da Massimo Merendi, sono giunti in Toscana per studiare il fenomeno. Visto, come ci tiene a sottolineare Merendi, che loro non acchiappano nessun fantasma, infatti, potranno quantomeno chiedergli come mai si trovi ad Arezzo, oppure, dopo averne verificata l’effettiva presenza grazie a sensibilissimi strumenti ambientali, chiedergli perché dal marzo 2011 all’ottobre del 2012 abbia deciso di farsi vedere, frequentemente, nella città.

Cagliostro, vita morte e miracoli. Il leggendario alchimista ed avventuriero Cagliostro, che in realtà si chiamava Giuseppe Balsamo conte di Cagliostro o meglio Giuseppe Giovanni Battista Vincenzo Pietro Antonio Matteo Balsamo, noto con il nome di Alessandro, Conte di Cagliostro, ha vissuto in Italia nella seconda metà del lontano 700 fra dame e merletti in un’Italia molto diversa da quella attuale. La sua giovane vita è stata presto messa a dura prova grazie ad un’accusa di eresia. Accusa che lo porto, infatti, ad essere rinchiuso nella fortezza di San Leo con una condanna all’ergastolo da parte della Chiesa Cattolica, dove trovò la morte. Cosa sia realmente successo durante il periodo di reclusione è difficile dirsi, fatto sta che si narra che il cadavere fu sepolto o meglio abbandonato in una buca in mezzo ad una radura senza nessuna iscrizione. Da questi racconti sono quindi derivate le credenze relative ai motivi della manifestazione in forma di ectoplasma. I più pensavano, infatti, che a causa di alcune vessazioni durante il carcere Cagliostro fosse rimasto imprigionato nelle mura di San Leo per potersi vendicare, altri invece hanno sempre pensato che il fantasma si aggirasse solo per l’Emilia per potersi vendicare dell’indegna sepoltura ricevuta e proprio per questi motivi altri esperti sono arrivati ad ipotizzare che altre forze oscure abbiano liberato il fantasma di Cagliostro dall’essere legato a San Leo e all’Emilia dandogli la possibilità di giungere fino in Toscana.