Roma: lacrimogeni al Ministero sparati da terra

Le indagini del Raggruppamento carabinieri investigazioni scientifiche, Racis, non lasciano alcun dubbio: i lacrimogeni, sparati durante i disordini della manifestazione di mercoledì scorso, erano stati lanciati da terra, non dalle finestre del Ministero, come era stato ipotizzato non appena il video, che aveva dato vita a polemiche e accuse nei confronti della polizia, era stato mandato in onda. La relazione non lascia alcun dubbio in proposito, e conferma la presa di posizione che il Questore di Roma aveva assunto fin dal principio delle indagini.

A seguito dell’indagine interna richiesta dal ministro Severino, i carabinieri avevano analizzato attentamente ogni fotogramma del video, evidenziando innanzitutto che il lacrimogeno lanciato era uno e non due o tre come si era detto in un primo momento, e che è stato lanciato a parabola, non sulla folla, ma, dopo l’impatto con il muro del Ministero, all’altezza della quarta finestra al quarto piano, si è fratturato in tre parti che hanno deviato il loro percorso. La relazione del Racis, consistente in una sola pagina, trasmessa sia al ministro Severino che alla procura di Roma, ha confermato in sostanza la versione del questore con un ridotto margine di approssimazione.

Poi, la direzione di arrivo dei lacrimogeni individua il punto di partenza nel punto esatto in cui si trovavano gli agenti di polizia, cioè all’altezza di Ponte Garibaldi, come osservabile dal video e, secondo il Racis, la traiettoria ondeggiante può essere prodotta solo in fase di ricaduta e non in fase ascendente; tra l’altro i fumogeni sono costituiti da quattro dischi contenenti materiale lacrimogeno e che una porzione di capsula è stata recuperata nel cortile del Ministero, non lontana da un disco appartenente alla stessa capsula, mentre in via delle Zoccolette sono state trovate due porzioni di lacrimogeno con un disco. A conclusione della relazione del Racis, non c’era nessuno della polizia di Stato o di quella penitenziaria, appostato ai piani alti del ministero per sparare lacrimogeni dalle finestre.