Su NN Vincenzo Alfieri, regista di “Forse sono io”, la web serie presentata al Festival di Roma

NewNotizie intervista Vincenzo Alfieri, attore di varie fiction televisive e pellicole cinematografiche: “Ex”, “Manuale d’amore 3”, “Incantesimo”, “Don Matteo 7”, “Che Dio ci aiuti”, ecc… Vincenzo Alfieri ci ha parlato di “Forse sono io”, la web serie da lui diretta ed interpretata, presentata al Festival Internazionale del Film di Roma.

Hai scritto, diretto ed interpretato la web serie “Forse sono io”, presentata il 15 novembre al Festival Internazionale del Film di Roma, nella sezione “Alice nella città”. Come si crea una web serie? Nasce tutto da una grande passione per il proprio lavoro, ma soprattutto dalla voglia di far sentire la propria voce. Molto spesso i giovanissimi come me, hanno difficoltà a far capire i propri punti di vista e le proprie idee. Oggi il mondo è cambiato, ci sono tantissimi modi con cui poter esprimere la propria sensibilità artistica e il web è uno di questi.

Quali sono le differenze tra una web serie e una serie tv, oltre ovviamente al differente canale di divulgazione? La prima sostanziale differenza sta nella possibilità di esprimersi liberamente in modo nuovo e con linguaggi diversi. La seconda differenza sta nel mezzo di divulgazione che è appunto completamente differente. La maggior parte degli utenti di internet amano guardare film, serie tv, videoclip sui propri pc o addirittura sui propri smartphone e tablet. Non a caso Steve Jobs per primo ha rivoluzionato il modo di fruire di materiale audiovisivo grazie all’ITunes store. I nuovi televisori hanno internet e soprattutto l’icona di accesso rapido a youtube. Io credo sia semplicemente inevitabile che la produzione televisiva si sposti anche sul web, grazie alla moltitudine di possibilità di esplorazione che ti offre e grazie al fatto che può essere di immediato accesso e di continuo utilizzo. Una fiction ha un passaggio televisivo e poi alcune repliche, quindi lo share può essere limitato. Un video su internet, grazie alla sua continua e immortale presenza, può essere visto molto di più.

Con “Forse sono io” hai esordito dietro alla macchina da presa. Come è stata la tua prima esperienza da regista? E’ un’esperienza nuova, ma stranamente rilassante. Sento che finalmente sto davvero esprimendo me stesso. Credo fosse un passaggio obbligato prima o poi per me, poiché quando scrivo una sceneggiatura mi immagino già le inquadrature, le musiche, il montaggio. Lavoro come attore da molti anni e in tutto questo tempo ho avuto modo di osservare attentamente i vari registi che mi hanno diretto. Colgo l’occasione per ringraziare il mio mentore, nonché regista, Ivan Silvestrini, con il quale ho lavorato in
Stuck, web serie di successo su youtube, e che ha saputo darmi moltissimi consigli utili per la mia serie web. Ho inoltre studiato attentamente migliaia di film, nella mia vita, prima con l’occhio dell’attore e poi con quello di un possibile regista. Questo credo sia stato il mio background più forte. Certo come prima volta da regista sono super fortunato. Dirigere Giulio Pampiglione, Valentina Izumi e Marco Cassini è davvero piacevole e molto facile in quanto sono tutti e tre attori di grande talento così come Elisabetta Pellini la cui straordinaria partecipazione mi rende estremamente orgoglioso. Lasciami ringraziare tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto: gli attori, il direttore della fotografia, l’aiuto regista, la segretaria di edizione, i costumisti, i fonici, insomma tutti e mia sorella Rossella Alfieri.

E’ più facile recitare o dirigere un prodotto visivo? Non credo ci siano cose più facili di altre, io ho un approccio uguale a tutto ciò che faccio con la speranza che sia il modo giusto, ma solo il tempo me ne darà ragione.

Sebbene tu sia molto giovane, hai solo 26 anni, hai recitato in varie pellicole cinematografiche (“Ex” di Fausto Brizzi, “Questa Notte è ancora nostra” di Genovese e Miniero, “Manuale d’amore 3” di Giovanni Veronesi) ed anche in diverse fiction (“Incantesimo 9 e 10”, “Don Matteo 7”, “Mia madre”, “Che Dio ci aiuti”) ed altre ancora. C’è qualche personaggio che hai interpretato a cui sei più legato? Il personaggio che ho amato di più è Guglielmo Aureli del mio primo film da protagonista “Niente può fermarci” di Luigi Cecinelli, in uscita ad aprile 2013, e Dante Liuzzi che ho interpretato per due anni nella serie tv “Incantesimo”.

A cura di Laura Errico