Berlusconi e il mistero del “cassiere” sequestrato

Protagonista dell’ultimo “giallo” politico è Giuseppe Spinelli, il ragioniere incaricato di gestire la complessa contabilità di Silvio Berlusconi, provvedendo (tra l’altro) a destinare alle “Olgettine” le generose cifre elargite dal Cavaliere. Lo scorso 15 ottobre Spinelli è stato vittima di un sequestro-lampo, organizzato da un gruppo di 6 banditi che lo hanno imbavagliato nella sua abitazione. I sei sono già stati arrestati e, grazie alle testimonianze rese dal ragioniere e dalla moglie (anche lei vittima del sequestro casalingo), si è approntata una prima ricostruzione dell’anomalo raid.

Una notte di terrore nella loro casa: è quella che il ragionier Giuseppe Spinelli e sua moglie hanno dovuto affrontare lo scorso 15 ottobre. A imbavagliarli e costringerli sul loro divano sono stati 6 criminali (3 italiani e 3 stranieri) che sono già stati arrestati. Si tratta del pentito pugliese, Francesco Leone (indicato come il “capo” dell’organizzazione), dei pregiudicati Pierluigi Tranquilli e Alessio Maier e di 3 albanesi che avrebbero offerto la loro “manovalanza” ai sequestratori. I sei hanno fatto irruzione nella casa di Spinelli richiedendo una spropositata cifra di denaro, stimata intorno ai 35 milioni di euro, da “girare” all’ex premier, Silvio Berlusconi.

Il motivo? I sequestratori avrebbero mostrato al “cassiere” del Cavaliere del materiale informatico “bollente” sul Lodo Mondadori, dicendosi pronti a metterlo a disposizione di Berlusconi in cambio dell’impegnativa cifra. Tra le indiscrezioni messe sul piatto, anche i nomi di alcuni magistrati a cui Gianfranco Fini si sarebbe rivolto con la richiesta di “inguaiare” l’ex presidente del Consiglio. E informazioni interessanti sull’eterno rivale del Cavaliere, l’imprenditore Carlo De Benedetti.

Il mistero rimane fitto, però, sulla dinamica successiva. Stando a quanto finora filtrato, la mattina del 16 otttobre, Spinelli sarebbe stato costretto dai sequestratori a chiamare Berlusconi, il quale avrebbe temporeggiato rimettendo all’avvocato Niccolò Ghedini l’incarico di occuparsi della faccenda. A questo punto, i 6 banditi avrebbe inspiegabilmente ceduto, lasciando l’appartamento del ragioniere. A incastrarli sono state però le scarpe rosse del “capo”, indicate con puntualità sia da Spinelli che dalla moglie. Le appariscenti calzature, insieme alle immagini fermate dalle telecamere della zona e alle testimonianze rese da alcuni vicini, hanno permesso agli inquirenti di risalire a Leone e ai suoi complici.