Elezioni: tutti quelli che corteggiano gli astensionisti

La lezione siciliana l’ha insegnato: i cittadini sono stanchi e totalmente disillusi. L‘altissima percentuale di astensionismo registratasi alle regionali di poche settimane fa è suonata come un vero e proprio campanello d’allarme per i partiti. E come una chance per i nuovi arrivati. Nel fermento di una campagna elettorale appena iniziata, quello degli astensionisti rappresenta, infatti, il “bottino” più ambito, a cui le nuove proposte politiche guardano con straordinario interesse.

I sondaggi periodicamente ufficializzati confermano quanto successo qualche tempo fa in Sicilia: se si andasse a votare domani, a vincere sarebbe l’astensione. Un dato che non può essere trascurato e che ha, anzi, spinto tutti i nuovi attori che hanno scelto di scendere in campo a modulare una proposta credibile rivolta principalmente agli elettori delusi. A “corteggiarli” sarà sicuramente il neo movimento battezzato sabato scorso da Luca Cordero di Montezemolo, ma anche “Fermare il declino” del giornalista Oscar Giannino.

Entrambi sanno che le loro possibilità di successo (elettorale) sono legate a doppio filo alla capacità di conquistare i disincantati, al punto da convincerli a tornare a votare. Impresa non semplice, che potrebbe chiamare in causa anche un “terzo incomodo”, quel Giampiero Samorì da molti percepito come interessante elemento di rottura a destra. La “caccia” agli astensionisti è già iniziata e promette una sfida senza esclusioni di colpi. Sul ring il moderatissimo Montezemolo (che insidia da vicino la Lista per l’Italia di Casini e Fini), l’economista Giannino (orientato a convincere puntando tutto sulla competenza tecnica) e l’imprenditore Samorì, che potrebbe fare breccia nel cuore dei tanti “berlusconiani” delusi, ma desiderosi di crederci ancora.